Sabato 31 dicembreore 18.00, il direttore principale del Maggio, Daniele Gatti, guida il Coro e l’Orchestra del Maggio, per il tradizionale Concerto di Fine Anno. In cartellone una delle composizioni sinfoniche più note di sempre, la Sinfonia n. 9 in re minore per soli, coro e orchestra op. 125, composta da Ludwig van Beethoven tra il 1822 e il 1824, dopo esser rimasto molto colpito dal profondo messaggio di libertà e fratellanza contenuto nei versi di Ode alla Gioia di Friedrich Schiller, da cui trasse ispirazione per la sua Sinfonia.

Il concerto del 31 dicembre vede protagonisti i quattro solisti Lenneke Ruiten, Eleonora Filipponi, Maximilian Schmitt Luca Pisaroni che con il Coro offrono la loro voce per modellare” l’Inno alla Gioia” che chiude la Sinfonia.

Lenneke Ruiten, una delle voci più stimate e apprezzate degli ultimi anni, torna al Maggio dopo il concerto sinfonico del 10 aprile 2022 diretto da Sir Mark Elder; il mezzosoprano Eleonora Filipponi torna sul palcoscenico fiorentino a distanza di poche settimane dal concerto tenuto dal direttore emerito Zubin Mehta lo scorso 19 ottobre; il tenore Maximilian Schmitt, protagonista anche lui al fianco del maestro Mehta nel Concerto per Firenze del 2 luglio 2021 in cui fu eseguita la “Nona”, torna al Maggio a distanza di un anno e mezzo dal suo ultimo spettacolo, e Luca Pisaroni, che torna al Maggio a distanza di ben 14 anni dall’ultima concerto, tenuto nel maggio 2008 e diretto dal maestro Riccardo Muti.

Ultima creatura sinfonica beethoveniana, la Sinfonia n. 9 in re minore op. 125  “Corale” segnò un punto di non ritorno nella storia della musica; dopo la Nona nessun compositore poté più cimentarsi nel genere senza fare i conti con quel modello di arte insuperabile lasciato in eredità dal Maestro di Bonn. La genesi dell’ultima sinfonia di Beethoven parte da lontano, da quando, nel 1793, l’autore espresse il desiderio di voler mettere in musica l’Ode alla gioia di Friedrich Schiller. Il messaggio di libertà e fratellanza contenuto nei versi dell’ode si sedimentò nella mente del giovane compositore tanto che nel 1795 compose un lied, Gegenliebe, in cui compare allo stato embrionale quella melodia che in seguito avrebbe preso forma definitiva nell’Inno alla gioia della Sinfonia n. 9. Analogie ancora più evidenti si ritrovano anni dopo nella Fantasia corale op. 80, una sorta di laboratorio preparatorio della Nona Sinfonia alla cui composizione Beethoven si dedicò dal 1822 ai primi mesi del 1824. Il debutto – al Theater an der Wien il 7 maggio 1824 – fu preceduto da prove estenuanti, rese ancor più difficili dal fatto che a dirigere fosse Beethoven stesso, ormai completamente sordo e non più in grado di guidare l’orchestra. Tuttavia questo non inficiò il successo della sua ultima sinfonia, che da subito fu salutata come un capolavoro assoluto.

La locandina:

LUDWIG VAN BEETHOVEN

Sinfonia n. 9 in re minore op. 125 per soli, coro e orchestra su testo di Friedrich Schiller

Allegro ma non troppo, un poco maestoso / Molto vivace. Presto /

Adagio molto e cantabile. Andantino. Adagio / Finale: Presto. Recitativo.

Allegro assai. Allegro assai vivace (alla Marcia). Andante maestoso.

Adagio ma non troppo ma divoto. Allegro energico e sempre ben marcato.

Allegro ma non tanto. Presto. Prestissimo

Direttore Daniele Gatti

Soprano Lenneke Ruiten
Mezzosoprano Eleonora Filipponi

Tenore Maximilian Schmitt

Basso Luca Pisaroni

Coro e Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino 

Maestro del coro Lorenzo Fratini

 Al termine del Concerto, nel Foyer della platea è prevista una cena di gala per circa 200 persone, una parte del pubblico che ha deciso di trascorrere la serata di festa dell’ultimo dell’anno al Maggio acquistando un “pacchetto premium” con la poltrona in sala e la cena.

Prezzi:

Settore D: 40€ – Settore C: 70€ – Settore B: 120€ – Settore A: 180€

Con cena (220€) : Settore D: 260€ – Settore C: 290€ – Settore B: 340€ – Settore A: 400€