Dal 15 dicembre 2022 al 29 gennaio 2023, Palazzo Pitti ospita la mostra First Act dell’artista libanese Marya Kazoun. L’artista nasce un anno dopo l’inizio della guerra civile in Libano, e adesso vive tra New York e Venezia. La natura interdisciplinare delle sue opere, per le quali usa soprattutto installazioni e performance, cerca di coinvolgere il pubblico nel suo racconto che ha per obbiettivo di dimostrare come l’arte contemporanea può combattere il cambiamento climatico.

Attraverso un’installazione inspirata alla tradizione del presepe, Kazoun coinvolge il pubblico in una riflessione globale sul come ricreare la nostra realtà così da renderla libera dall’inquinamento, e sostenibile nello sviluppo. Le statue sono alte fino ai 2.60 metri, con sagome che rappresentano i Magi, vestiti di bianco con doni in oro, posizionati nella Sala Bianca di Palazzo Pitti. Intorno alle statue si contrappongono due realtà: da un lato il vento, l’aria dell’universo che ci dona la vita, dall’altro, uno sciame di locuste composto da vetro di Murano, il quale rappresenta la catastrofe climatica che, dopo essere stata causata dall’essere umano, si impone nel suo quotidiano. Come racconta l’artista Marya Kazoun, “I sussurratori del vento hanno sempre abitato questo luogo, e sono un’estensione delle voci del passato”.

Kazoun desidera creare una parallela tra la narrazione dell’antico disastro biblico e la realtà contemporanea della crisi ambientale così da stimolare il pubblico a cambiare le proprie abitudini, dirigendosi verso pratiche più sostenibili. Come racconta il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, “Proteggere il patrimonio artistico e conservare l’eredità paesaggistica e ambientale sono doveri seri e urgenti che non devono mai entrare in conflitto, ma favorirsi a vicenda. Nell’installazione First Act, Marya Kazoun prende avvio dalla tradizione presepiale e ci fa riflettere sul più grave pericolo che il nostro pianeta sta correndo: quello di perdere l’equilibrio ecologico, mettendo pertanto a rischio la sopravvivenza del genere umano. L’opera evidenzia ed esemplifica come la natura naturans, insita in ogni atto creativo, necessariamente invoca il massimo rispetto e impegno per il creato, mentre la natura naturata a sua volta fa risplendere e promuove l’azione miracolosa della natura naturans”.

Si aggiungono all’installazione le figure della Madonna e di San Giuseppe, accompagnate da bue e asino, intorno a Gesù bambino: lo spazio creato è un insieme di utopia e distopia, che spinge a concettualizzare ciò che il futuro potrebbe essere – incubo o sogno progressista?

 

Crediti immagini: Uffizi

Marya Kazoun. First Act at Palazzo Pitti

 

From the 15th of December 2022 to the 29th of January 2023, Palazzo Pitti hosts the exhibition First Act by the Lebanese artist Marya Kazoun. The artist was born a year after the beginning of the civil war in Lebanon, and now lives between New York and Venice. The interdisciplinary nature of her works, for which she mainly uses installations and performances, tries to involve the public in her narrative that aims to demonstrate how contemporary art can fight climate change.

Through an installation inspired by the tradition of the crib, Kazoun involves the public in a global reflection on how to recreate our reality so as to make it free from pollution, and sustainable in development. The statues are up to 2.60 meters high, with silhouettes representing the Three Kings, dressed in white with gold gifts, placed in the White Room of Palazzo Pitti. Around the statues there are two realities: on the one hand the wind, the air of the universe that gives us life, on the other, a swarm of locusts composed of Murano glass, which represents the climatic catastrophe that, after being caused by the human being, is imposed in his daily life. As the artist Marya Kazoun recounts, “The wind collectors have always inhabited this place, and are an extension of the voices of the past”.

Kazoun wants to create a parallel between the narration of the ancient biblical disaster and the contemporary reality of the environmental crisis in order to stimulate the public to change their habits, heading towards more sustainable practices. As the director of the Uffizi Galleries, Eike Schmidt, says, “Protecting the artistic heritage and preserving the landscape and environmental heritage are serious and urgent duties that must never come into conflict, but favour each other. In the installation First Act, Marya Kazoun starts from the tradition of nativity scenes and makes us reflect on the most serious danger that our planet is running: that of losing the ecological balance, thus endangering the survival of mankind. The work highlights and exemplifies how nature naturans, inherent in every creative act, necessarily invokes the maximum respect and commitment to creation, while nature in turn makes shine and promotes the miraculous action of nature naturans”.

 

In addition to the installation are the figures of Our Lady and Saint Joseph, accompanied by ox and donkey, around the child Jesus: the space created is a set of utopia and dystopia, which pushes to conceptualize what the future could be – nightmare or progressive dream?