Dal 6 dicembre 2022 al 31 gennaio 2023, la galleria della Fondazione Studio Marangoni (fsmgallery) presenta al pubblico la mostra Mannequin, a cura dell’artista di Calcutta Arko Datto. L’esposizione arriva per la prima volta in Italia con il racconto di un viaggio personale, obbiettivo e riflessivo, in un’India notturna. Per cercare di analizzare ciò che al buio non si vede, ovvero ciò che il buio rivela, l’artista struttura il suo progetto con una serie di fotografie. Per supportare il racconto fotografico con altri materiali, l’artista usa anche video e installazioni. Mentre si serve di queste tecnologie per esprimere il suo messaggio artistico, Datto critica la natura intangibile della realtà digitale e la manipolazione di piattaforme come Facebook e WhatsApp. Questa mostra fa parte del ventiduesimo River to River Florence Indian Film Festival diretto da Selvaggia Velo, un’iniziativa dedicata all’incontro con diversi paesi dell’Asia del sud organizzato a Firenze dal 6 all’11 dicembre al cinema La compagnia e accessibile anche online. L’inaugurazione è il 6 dicembre 2022 alle ore 18:00 nella galleria fsmgallery.

 

L’artista fotografo Arko Datto è una figura importante proveniente dall’India, con progetti pubblicati nel National Geographic, The New Yorker e il TIME tra altre riviste. L’India che racconta è luogo di contradizioni, in cui il passato e il presente si incontrano e creano un nuovo paradosso, dove piattaforme come Facebook e WhatsApp costituiscono un’opportunità per dibattere e conversare, ma anche per seminare discorsi d’odio. Nelle fotografie di Datto, l’India non si trova in buoni rapporti con le sue varie comunità. Invece fa guerra al suo popolo, combatte contro comunità minoritarie e vulnerabili e spoglia i propri cittadini dei loro diritti umani. L’artista racconta che, per il suo paese, la promessa di una realtà diversa grazie all’ipotetica interconnessione globale creata dalla tecnologia, è una finta.

 

Il progetto di Arko Datto comincia qualche mese prima della presa del potere nel paese dagli estremisti indù nel 2014. Questo è solamente il primo capitolo di una trilogia che esplora elementi comuni a tempi di pace e guerra, tali che la notte, la vita e il buio. Come racconta l’artista, “Un ricordo affettuoso della notte che è stata, per anticipare il buio che ci attende. […] Guardando queste opera trovo segni premonitori delle cose a venire: camion rovesciati, case in fiamme, nascite violente, mucche morte, uomini mascherati, furtivi momenti di intimità, simulacri fatiscenti di divinità del passato: scorci sui simboli che sarebbero presto diventati emblematici dell’India di oggi”.
 

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Mannequin at Fondazione Studio Marangoni Gallery in Florence

 

From the 6th of December 2022 to the 31st of January 2023, the gallery of the Fondazione Studio Marangoni (fsmgallery) presents to the public the exhibition Mannequin, curated by the Calcutta artist, Arko Datto. The exhibition arrives for the first time in Italy with the story of a personal, objective and reflective journey in a nocturnal India. To try to analyze what is not seen in the dark, or what the darkness reveals, the artist structures his project with a series of photographs. To support the photographic story with other materials, the artist also uses video and installations. While using these technologies to express his artistic message, Datto criticizes the intangible nature of digital reality and the manipulation of platforms like Facebook and whatsapp. This exhibition is part of the twenty-second River to River Florence Indian Film Festival directed by Selvaggia Velo, an initiative dedicated to the meeting with different countries of South Asia organized in Florence from the 6th to the 11th of December at the cinema La compagnia and also accessible online. The opening is on the 6th of December, 2022 at 18:00 in the fsmgallery gallery.

The artist photographer Arko Datto is an important figure from India, with projects published in the National Geographic, The New Yorker and TIME among other magazines. The India that he recounts is a place of contradictions, where the past and the present meet and create a new paradox, where platforms like Facebook and whatsapp are an opportunity to debate and converse, but also to spread hate speech. In Datto’s photographs, India is not on good terms with its various communities. Instead, it is waging war against its people, fighting against minority and vulnerable communities and depriving its citizens of their human rights. The artist tells that, for his country, the promise of a different reality thanks to the hypothetical global interconnectedness created by technology, is a fake.

 

The project of Arko Datto begins a few months before the seizure of power in the country by Hindu extremists in 2014. This is only the first chapter of a trilogy that explores elements common to times of peace and war, such as night, life and darkness. As the artist says, “An affectionate memory of the night that was, to anticipate the darkness that awaits us. [… ] Looking at these works I find warning signs of things to come: overturned trucks, burning houses, violent births, dead cows, masked men, stealthy moments of intimacy, simulacra crumbling gods of the past: glimpses of the symbols that would soon become emblematic of today’s India”.