From the 7th to the 12th of February 2023, the Pergola Theatre presents to the public the show Spectres by Henrik Ibsen, following an Italian version adapted from the original text by Fausto Paravidino, with Andrea Jonasson for protagonist, directed by Rimas Tuminas and with Gianluca Merolli, Eleonora Panizzo, Fabio Sartor and Giancarlo Previati on stage. The show lasts an hour and a half with the following screening dates: on the 7th, 8th, 10th and 11th of February at 21:00, the 9th of February at 19:00 and the 12th of February at 16:00. The screenplay and costumes are by Adomas Jacovskis, the lighting design by Fiammetta Baldiserri, the lighting revival by Oscar Frosio and the music by Faustas Latènas, Giedrius Puskunigis, Jean Sibelius and Georges Bizet.

Andrea Jonasson, great actress, muse of Giorgio Strehler, returns to the Florentine scene after fifteen years for the role of Helene Alving. The story takes place in a cold, dark and grey Norway, in which Helene lives, thinking about parts of her existence that she has always hidden from herself: she begins to see ghosts, as if her thoughts materialize into spectres to put her memories into action. This is a story of ghosts that not only manifest themselves in the show but reflect internal parts that are outsourced. As the director says, “Ghosts are illusions that people build from their weaknesses, we glorify our fears and praise the effigies of our executioners”. This conceptualization of what is not felt, hidden emotions and realities altered by pain, creates several difficulties with Helene’s son, Osvald, played by Gianluca Merolli.

 Ibsen, with his words, and Tuminas, with this theatrical adaptation, wishes to emphasize the bourgeois hypocrisy pertinent at the time of writing the theatrical text, in which appearances are what matters. This means that in countering the reality of a life lived in a certain way, in which much is left aside forcibly, one neglects an honesty that continues to drive away the individual for a long time. In Ghosts, Ibsen tells a version of his Norway that is a mystical place, which reveals little and exists in that which it does not reveal. Moreover, the importance dedicated to the role of women in Ibsen’s writings is of great importance in this piece that keeps the audience with their eyes fixed on the two protagonists: the analysis of the unconscious, and how it manifests itself in strangers, is always food for thought for a general public.

 

IT

Spettri al Teatro della Pergola

Dal 7 al 12 febbraio 2023, il Teatro della Pergola presenta al pubblico lo spettacolo Spettri di Henrik Ibsen, con una versione italiana adattata dal testo originale di Fausto Paravidino, Andrea Jonasson per protagonista, regia di Rimas Tuminas e Gianluca Merolli, Eleonora Panizzo, Fabio Sartor e Giancarlo Previati in scena. Lo spettacolo dura un’ora e mezza con le riprese seguenti: il 7, 8, 10 e 11 febbraio alle ore 21:00, il 9 febbraio alle ore 19:00 e il 12 febbraio alle ore 16:00. La sceneggiatura e i costumi sono di Adomas Jacovskis, il disegno luci di Fiammetta Baldiserri, la ripresa delle luci di Oscar Frosio e la musica di Faustas Latènas, Giedrius Puskunigis, Jean Sibelius e Georges Bizet.

 

Andrea Jonasson, grande attrice protagonista, musa di Giorgio Strehler, torna sulla scena fiorentina dopo quindici anni per l’interpretazione del ruolo di Helene Alving. La storia ha luogo in una Norvegia fredda, buia e grigia, nella quale vive Helene che nel pensare a parti della sua esistenza che ha sempre nascosto a sé stessa, comincia a vedere spettri, come se i pensieri si materializzassero in fantasmi per mettere in atto i suoi ricordi. Questa è una storia di fantasmi che non solo si manifestano nello spettacolo, ma che riflettono parti interne che si esternalizzano. Come racconta il regista, “I fantasmi sono illusioni che le persone costruiscono a partire dalle proprie debolezze, glorifichiamo le nostre paure e lodiamo le effigi dei nostri carnefici”. Questa concettualizzazione di ciò che non ci si lascia sentire, delle emozioni nascoste e realtà alterate per dolore, crea diverse difficoltà con il figlio di Helene, Osvald, interpretato da Gianluca Merolli.

Ibsen, con le sue parole, e Tuminas, con tale adattazione teatrale, desidera sottolineare l’ipocrisia borghese pertinente all’epoca della scrittura del testo teatrale, nel quale ciò che importa sono le apparenze. Ciò significa che nel contrastare la realtà di una vita vissuta in un certo modo, in cui molto si lascia da parte forzatamente, si tralascia un’onestà che continua a cacciare l’individuo per molto tempo. In Spettri, Ibsen racconta una versione della sua Norvegia come luogo mistico, che rivela poco ed esiste in ciò non presenta. Inoltre, l’importanza dedicata al ruolo della donna negli scritti d’ Ibsen è di grande importanza in questo pezzo che tiene il pubblico con gli occhi fisso sui due protagonisti: l’analisi dell’inconscio, e di come si manifesta in sconosciuti, è sempre spunto di riflessione per un pubblico generale.