Florence is You compie dieci anni, ostinatamente stampati su carta, di prima qualità come lo sono i contenuti del giornale. Una grafica ricercata ed elegante, essenziale ma completa. Perché la forma è sostanza; così come lo è il profumo del giornale, il suo spessore, l’atto di sfogliare le sue pagine e avere tramite lui un colpo d’occhio sul mondo, sulla cultura, sulle parole. Ostinatamente su carta, perché l’approfondimento, l’analisi e l’elaborazione hanno bisogno di uno spazio fisico, di tempo e volume. L’informazione, la nozione, può correre anche su digitale. La riflessione no. Richiede tempo, richiede spazio, richiede un contesto che solo la lettura su carta può dare. Così l’impaginazione, la successione degli articoli, le interviste, costituiscono un insieme imprescindibile dove ogni elemento è inesorabilmente legato all’altro. Saltare una pagina, tornare indietro, sottolineare una parola, soffermarsi su un’immagine: la cultura è un percorso, un labirinto mentale, una successione di idee, che possono trovare ospitalità solo su una “mappa” stampata su carta. La carta consolida i concetti, aiuta a comprenderli meglio, a renderli fruibili, agevola il loro ricordo. Scripta manent, la memoria è visiva e le parole s’incidono così nella nostra mente, arricchendola ed esercitandola. C’è anche un gusto molto speciale nel conservare i numeri del giornale così da poterli riprendere in mano nel tempo, rinfrescare la lettura di un articolo che ci aveva colpito, confrontare un concetto che abbiamo appena letto sul numero attuale con uno che ci era piaciuto qualche tempo fa e poter condividere quell’immagine con un amico, con un familiare, un collega, con nostro figlio o nostro padre; “guarda la penso così anch’io!”, oppure “questa potrebbe essere un’idea”, “andiamo a vedere questa mostra?”, “quale era la pizzeria assolutamente da provare?”. Il confronto delle idee e l’espressione delle proprie consentono di plasmare un proprio spirito critico, costruttivo, libero e indipendente. I Love Carta.

I Love Carta

Florence is You turns ten. Ten years persistently printed on top quality paper, just like that of its contents. An elegant design, essential yet complete. Because form is substance; just like the smell of the newspaper, its thickness, the act of sifting through its pages and, by doing so, glancing onto the world, on culture, on words.
Persistently on paper, because in depth reading, analysis, and elaboration need a physical space, made of time and volume. Information, notions, these can move quickly even in digital. Reflection cannot. It requires time, space, a context that only reading on paper can provide. Thus, the layout, the succession of articles, of interviews, creates an essential space where very element is indissolubly connected to the next. To skip a page, go back, underline a word, observe an image: culture is a journey, a mental maze, a succession of ideas, which can find hospitality only in a “map” printed out on paper. Paper consolidates concepts, it allows an improved understanding, makes them usable, eases their recall. Scripta manent, memory is visual, and words impact on our mind, enriching and training it. There is also a particular flavour in saving previous copies, so to look back at them and refresh the reading of an article that impacted us, compare a concept that we just read on the current edition with one that we liked some time ago, and share that image with a friend, a family member, a colleague, or with our child or father; “look, I share this point of view!”, or “this may be a good idea,” “want to go see this show?”, “which was that not-to-be-missed pizzeria?”. The sharing of ideas and the expression of our own perspectives promote the development of a personal critical, constructive, free and independent spirit. I Love Carta.