Il Vieusseux è una pietra miliare della cultura incastonata nel cuore di Firenze. In due secoli di storia non c’è scrittore che non vi abbia piantato radici. Chi per poche ore, chi per intere settimane, chi raffinandovi la lingua. È proprio in queste stanze che Giacomo Leopardi e Alessandro Manzoni si conoscono e disputano sulla bontà dei Promessi Sposi, è qui che Fëdor Dostoevskij prende in prestito I Miserabili per leggerli tutti d’un fiato, serrato nella sua camera, ed è ancora qui che gli scrittori del Grand Tour vengono a leggere riviste e quotidiani. C’è di più. Un luogo magico perché raccoglie testimonianza dei “grandi” della letteratura universale e spesso, quando si tratta di artisti italiani, anche i loro fondi: autografi, scritti, opere d’arte, diari, brani di vita. Il Gabinetto Vieusseux risale a un periodo in cui Firenze era una delle capitali della cultura europea: un numero impressionante di biblioteche, case editrici, riviste, circoli letterari, collezioni artistiche a partire da quelle medicee raccolte dall’Elettrice Palatina. Il Vieusseux non fu solo biblioteca, fu anche luogo di dibattito politico-culturale sull’unità d’Italia. Carlo Cattaneo, Cosimo Ridolfi, lo stesso Giovan Pietro Vieusseux, il mercante ginevrino fondatore del Gabinetto scientifico letterario, e tanti altri elaborarono qui le loro teorie, si confrontarono con filosofi e politici per costruire un’idea di nazione. Oggi, nella stagione dei cambiamenti repentini e della tendenza a rinchiudersi nei propri confini allontanando il confronto con le diversità, il Vieusseux deve accettare la sfida della contemporaneità per ribaltarla. Non accontentarsi della superficialità che domina ovunque ma approfondire, fornire gli strumenti per interpretare il futuro senza affidarsi a Wikipedia. Favorire e accrescere le relazioni tra canoni differenti, aprendosi alle nuove generazioni. Fare cultura senza nessuna nostalgia del passato ma attingendo dal passato la volontà di migliorare la lingua scritta, l’uso della parola. L’autunno del 2023 sarà una stagione di passaggio da poco inaugurata con la Nuova Antologia, l’anno che verrà il tempo del cambiamento per noi. Convegni internazionali, coinvolgimento degli studenti, catalogo delle opere d’arte raccolte in Palazzo Strozzi e in Palazzo Corsini Suarez, un bando rivolto a ragazze e ragazzi stranieri per leggere la Toscana di questi anni come un secolo fa fecero Henry James, Anthony Trollope e John Ruskin. Insomma, aprirsi al mondo, l’unica strada per non morire.

TO NEW LIFE
The Vieusseux and the challenge of the contemporary

The Vieusseux is a cultural landmark nestled in the heart of Florence. In two centuries of history, there isn’t an author that hasn’t crossed its doorstep. Some for a few hours or for whole weeks, and others to refine their mastery of the word. It’s in these rooms that Giacomo Leopardi and Alessandro Manzoni met and debated on The Betrothed (“I Promessi Sposi”), it’s here where Fëdor Dostoevskij borrowed Les Misérables to read it all in one breath, locked in his room, and where the great authors of the Grand Tour came to read publications and papers. There’s more. It is a magical place, as it gathers the testimonies of literature’s “greats”; often, when we speak of Italian artists, this also concerns several assets: autographs, written pieces, artworks, diaries, texts of everyday life. The Gabinetto Vieusseux dates to a period when Florence was among the cultural capitals of Europe: an impressive number of libraries, publishing houses, magazines, literary clubs, and artistic collections, starting from those of the Medici gathered by the Electress Palatine. The Vieusseux was more than a library, it was also a place of public and cultural debate on Italian unity. Carlo Cattaneo, Cosimo Ridolfi, and even Giovan Pietro Vieusseux himself, the entrepreneur of Genevan origin and founder of the literary-scientific Cabinet, and many more frequented these spaces to elaborate their theories, to discuss among philosophers and politicians, to build an idea of a nation. Today, in the era of sudden changes where nations clam up within their borders, pushing away the confrontation with diversity, the Vieusseux must accept the challenge of the contemporary to capsize this trend. Moving beyond what is superficial – which reigns universally – by taking an in-depth look, providing the tools to interpret the future without relying on Wikipedia. To favour and grow the relations between different canons, opening to new generations. To create culture, letting go of nostalgia of the past, but rather gleaning from the past the will to improve writing and the use of words. This fall represents a season of transition, which has recently been inaugurated by Nuova Antologia; the year ahead will be one of change for us. International meetings, the involvement of students, a catalogue of artworks kept in Palazzo Strozzi and in Palazzo Corsini Suarez, a tender for young foreigners – all this to portray this version of Tuscany just as it was done a century ago by Henry James, Anthony Trollope, and John Ruskin. A window onto the world, the only way to stay afloat.