La mostra Anish Kapoor. Untrue Unreal ci accoglie con Void Pavillion VII (Il padiglione del vuoto VII, 2023), un’opera specificatamente ideata per il cortile e che rappresenta, allo stesso tempo, il punto di partenza e approdo nel dialogo tra l’artista e Palazzo Strozzi. Entrando in questo spazio, i visitatori si trovano di fronte a tre ampie forme rettangolari, vuote, in cui lo sguardo è invitato a immergersi; un’esperienza meditativa sullo spazio, la prospettiva e il tempo, che “sconvolge” la razionale struttura geometrica e l’emblematica armonia dell’edificio rinascimentale. Opere storiche e recenti, monumentali installazioni, ambienti intimi e forme conturbanti, spazi vuoti e pieni, superfici assorbenti e riflettenti, forme geometriche e biomorfe, esprimono l’arte di Kapoor nella sua versatilità, l’indagine sullo spazio e il tempo, il dentro e il fuori, i limiti e le potenzialità del nostro rapporto con il mondo che ci circonda, la riflessione su dualismi come corpo e mente, natura e artificio. In un mondo in cui la realtà sembra sempre più sfuggente e manipolabile, Kapoor ci sfida a cercare la verità oltre le apparenze, esplorando il territorio dell’inverosimile e dell’irreale, untrue e unreal. Pigmento, pietra, acciaio, cera e silicone, per citare solo alcuni dei materiali con cui lavora, sono manipolati, scolpiti, levigati, saturati e trattati mettendo in discussione il confine tra plasticità e immaterialità. Anche il colore non è semplicemente materia e tonalità, ma diventa un fenomeno immersivo, dotato di un proprio volume, spaziale e illusorio allo stesso tempo. “Anish Kapoor ha lavorato a Palazzo Strozzi realizzando un progetto espositivo totalmente nuovo”, spiega Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi e curatore della mostra. “Sulla scia della nostra serie di esposizioni dedicate ai maggiori protagonisti dell’arte contemporanea, Kapoor si è confrontato con l’architettura rinascimentale. Il risultato è totalmente originale, quasi una sorta di contrapposizione dialettica, dove simmetria, armonia e rigore sono messi in discussione e i confini tra materiale e immateriale si dissolvono. Nelle geometrie razionali di Palazzo Strozzi, Kapoor ci invita a perdere e ritrovare noi stessi interrogandoci su cio che è untrue o unreal”. Le opere specchianti come Vertigo (Vertigine, 2006), Mirror (Specchio, 2018) e Newborn (Neonato, 2019), incentrate sulla tradizionale nozione di confini e la dicotomia tra soggetto e oggetto, attraggono molto la curiosità dei visitatori. Ciò che si specchia entra in una dimensione illusoria che sembra smentire le leggi della fisica. Queste grandi sculture, infatti, riflettono e deformano lo spazio circostante, lo ingrandiscono, lo riducono e moltiplicano, creando una sensazione d’irrealtà e destabilizzazione, attirando lo spettatore nello spazio indefinito che emanano.

Anish Kapoor.
Untrue Unreal
at Palazzo Strozzi
A visual language that combines painting, sculpture, and architectural forms
in a distinctive way
Until February 4, 2024

Anish Kapoor’s exhibition Untrue Unreal welcomes its guests with Void Pavillon VII (2023), a work specifically conceived for the magnificent Renaissance courtyard, and represents the point of departure and arrival in the dialogue between the artist and Palazzo Strozzi. Upon entering this space, visitors are faced with three large, empty rectangular forms where the eye is invited to delve into a meditative experience of space, perspective and time, which “disrupts” the rational geometric structure and emblematic harmony of the Renaissance building.
Historical and recent works, monumental installations, intimate environments and disturbing forms, empty and full spaces, absorbent and reflective surfaces, geometric and biomorphic forms, express Kapoor’s art in its versatility, the investigation of space and time, the inside and the outside, the limits and potential of our relationship with the world around us, the reflection on dualisms such as body and mind, nature and artifice.In a world where reality seems increasingly elusive and manipulable, Kapoor challenges us to seek truth beyond appearances, exploring the territory of the far-fetched and improbable, untrue and unreal. Pigment, stone, steel, wax and silicone, to name only a few of the materials he works with, are manipulated – carved, polished, saturated and formed – to the point of a dissolution of boundaries between the plastic and the immaterial. Colour in Kapoor’s hands is not simply matter and hue. Still it becomes an immersive phenomenon containing its own spatial and illusive volume, spatial and illusory at the same time. “Anish Kapoor worked at Palazzo Strozzi to create a totally new exhibition project”, explains Arturo Galansino, General Director of the Fondazione Palazzo Strozzi and curator of the exhibition. “In the wake of our series of exhibitions dedicated to the major protagonists of contemporary art, Kapoor has tackled Renaissance architecture. The result is totally original, almost a sort of dialectical opposition, where symmetry, harmony and rigour are questioned and the boundaries between material and immaterial dissolve. In the rational geometries of Palazzo Strozzi, Kapoor invites us to lose and find ourselves questioning what is untrue or unreal”. Mirroring works such as Vertigo (2006), Mirror (2018) and Newborn (2019), which focus on the traditional notion of boundaries and the dichotomy between subject and object, greatly attract visitors’ curiosity. What is mirrored enters an illusory dimension that seems to belie the laws of physics. These large sculptures, in fact, reflect and deform the surrounding space, enlarge, reduce and multiply it, creating a feeling of the surreal and destabilisation, drawing the viewer into the indefinite space they emanate.