Organizzata in collaborazione con la Fondazione Alinari per la Fotografia, la mostra “Così lontani, così vicini. Il fascino dell’esotismo negli interni europei tra ‘800 e ‘900”, a cura di Sabine du Crest e Enrico Colle, illustra, attraverso fotografie e una selezione di oggetti d’arte orientale collezionati da Frederick Stibbert, il fascino per l’esotismo negli interni europei dalla seconda metà dell’Ottocento fino ai giorni nostri. Nelle immagini troviamo inediti scorci degli interni abitati da artisti, scrittori, diplomatici e dandy. L’esposizione racconta la diversità di atteggiamento da parte della società europea per ciò che proveniva da lontano: vivere attorniato da oggetti esotici, infatti, assumeva un diverso significato per un console di Francia in Cina alla fine del secolo scorso o per un mercante d’arte parigino amico dei cubisti, o per Peggy Guggenheim che nel suo palazzo veneziano collocò opere d’arte contemporanea accanto a oggetti africani. Allo stesso modo Frederick Stibbert amava circondarsi di opere provenienti da ogni parte del mondo collocandole nello scenografico allestimento della sua abitazione e facendo della sua villa fiorentina uno degli “spazi di frontiera” più affascinanti. Gli oggetti esotici densamente raffigurati negli interni tra Otto e Novecento, dimostrano una ricerca di armonica convivenza fra culture diverse, e i manufatti extraeuropei collezionati dell’élite europea, sono non solo segno di cosmopolitismo e universalismo, ma anche espressione del nostro decentramento culturale. La casa-museo di Frederick Stibbert diventa un esempio, tuttora vitale, di questa interazione, testimoniata dalle scelte del collezionista che sono ancora oggi evidenti agli occhi dei visitatori.

SO FAR, SO CLOSE.
THE CHARM OF EXOTICISM IN EUROPEAN INTERIORS BETWEEN THE 19TH AND 20TH CENTURIES. At the Stibbert Museum until May 5, 2024

Organized in collaboration with the Fondazione Alinari for Photography, the exhibit Così lontani, così vicini (translated: So far, so close) shows the charm of exoticism in European interiors between the 19th and 20th centuries. Curated by Sabine du Crest and Enrico Colle, through the use of photographic images, it depicts a selection of oriental artworks collected by Frederick Stibbert, the fascination for exoticism in European interiors from the second half of the 19th century until today. In the images we find unprecedented research on the interiors of the homes of artists, writers, diplomats, and dandies. The exhibit shows the differences in attitude by part of the European society for what came from far away: to live surrounded by exotic objects, in fact, took on a different meaning for a consul of France in China at the end of the past century, for a Parisian art merchant who was a friend of cubists, or for Peggy Guggenheim, who in her Venetian palace had contemporary artworks beside African objects. At the same rate, Frederick Stibbert loved to surround himself with works from every corner of the world, setting them in the scenic ambience of his home, and turning his Florentine villa into one of the most fascinating “fringe spaces”. The exotic artifacts that are so densely shown in interiors between 19th and 20th century denote harmonious research of balance between different cultures, and the non-European objects collected by the continental elite are not just a sign of cosmopolitanism and universalism, but also expression of our cultural decentralization. Still today, the home-museum of Frederick Stibbert becomes an example of said interaction, testified by the choices of the collector that are evident to the eyes of visitors.

www.museostibbert.it