Quando per la prima volta l’homo erectus ha sentito il bisogno, per divertimento, per un vantaggio fisico, per farsi coraggio, o chissà per quale altro motivo, di battere ritmicamente un piede o una mano, o correre dietro alle prede durante la caccia, ha mostrato per la prima volta una vera forma di arte. Arte intesa come espressione esteriore e consapevole della propria volontà, dei propri desideri e obiettivi. Prima ancora della pittura, della scrittura, delle iscrizioni rupestri, l’Uomo ha ballato. Si è fatto artista, ballando. La danza, probabilmente, serviva per vincere i propri limiti: correre più veloce, intimidire l’avversario, imitare i tuoni o la pioggia per dissimulare la paura. La danza è, dunque, un’espressione artistica, la prima della storia dell’Uomo, attraverso la quale, da sempre, cerchiamo di superare i nostri limiti. Danziamo per chiedere benevolenza a Dio, perché la danza è una forma di preghiera. Danzare è una forma di lotta ed è anche una forma di comunicazione, per esprimere le emozioni. La danza ha uno scopo catartico: armoniosa e sinuosa, è leggerezza, è sconfitta della gravità, del peso, è librarsi verso il cielo, verso noi stessi. Danzare è tornare a noi stessi, alla nostra anima, contro ogni vincolo e ostacolo esterno. La danza è ricerca di felicità. Si balla da soli, con il nostro partner, o anche tutti insieme. Si balla per unirsi, per ritrovare quell’intima connessione che lega tutti gli esseri umani. Si balla ascoltando musiche che non si conoscono e perfino con chi non si conosce, perché il ballo è il primo linguaggio universale davvero comprensibile a tutti. Si balla quando si è felici, ma anche quando si è tristi, e per farlo non occorre necessariamente conoscere perfettamente tutti i passi. Il ballo è istintivo, è spontaneo, e anche per questo è irresistibile, perché incontenibile è il desiderio di libertà dell’uomo.

THE MYSTERY OF DANCE

When homo erectus first felt the need, whether it was for fun, for a physical advantage, for courage, or for whichever other reason, to rhythmically tap a food or a hand, or to steadily run after prey when hunting, it was exhibiting a true form of art. Art intended as the exterior and conscious expression of one’s will, desires, and goals. Even before painting, writing, or cave inscriptions, people danced. People became artists by dancing. Dance, perhaps, served to overcome our limits: run faster, intimidate opponents, imitate thunder or rain to dissimulate fear. Thus, dance is an artistic expression, the first in the history of mankind, through which, since forever, we try to overcome our limits. We dance to ask benevolence to a God, as dance is a form of prayer. Dancing is a form of fight, and it is also a form of communication, a way to express emotions. Dance has a cathartic objective: harmonious and sinuous, it conveys lightness, the defeat of gravity, of weight, it is feeling free towards the sky, towards us. To dance is to be ourselves, one with our soul, against any outside obligation or obstacle. Dance is the pursuit for happiness. You dance alone, with your partner, or even all together. You dance to come together, to rediscover that intimate connection that unites all human beings. You dance listening to music that you don’t know or even with whom you don’t know, because dance is the first universal language that is truly comprehensible to all. You dance when you’re happy, but also when you’re sad; to dance, you mustn’t necessarily know every step. Dance is instinctive, it is spontaneous, and so it is also irresistible, because you cannot refrain the desire for freedom.