Come ama ricordare l’architetto Francesco Gurrieri, già Ordinario di “Restauro dei Monumenti” all’Università degli Studi di Firenze e tra i più autorevoli protagonisti del dibattito internazionale inerente la conservazione dei beni culturali, paesaggistici e delle città storiche, “ogni città affida la propria identità a un simbolo, un monumento, un evento, che spesso compare nel proprio gonfalone; in quest’ultimo, Firenze ha il ‘giglio’, il fiordaliso, ma potrebbe benissimo avere la Cupola di Santa Maria del Fiore, come Torino ha la Mole Antonelliana, Bologna le due Torri e Napoli il Vesuvio”. La Cupola “impossibile” di Filippo Brunelleschi (1377-1446), con le sue affascinanti modalità esecutive, rappresenta il “manifesto” architettonico della sua epoca, del suo ideatore e della città. La Cattedrale di Santa Maria del Fiore sorprende per magnificenza, per i suoi passaggi segreti e per talune porte, solo apparentemente nascoste, dalle quali si accede anche alle Terrazze. A circa 32 metri di altezza dal suolo, in corrispondenza della copertura delle navate laterali, si trova un camminamento fiancheggiato da un’elegante balaustra marmorea che percorre l’intero perimetro della Cattedrale, visitabile per un lungo tratto. Le Terrazze rappresentano un’opportunità straordinaria per conoscere il Duomo, godere un panorama unico su Firenze, palazzi, chiese e tetti del centro storico, sulle colline che circondano la città, oltre che per soffermare lo sguardo in modo ravvicinato, e da una prospettiva inconsueta, sugli altri edifici del complesso monumentale: il Battistero, la Cupola e il Campanile. Il paesaggio è bellissimo non solo all’esterno ma anche internamente quando, dall’alto, si percorre la controfacciata e si possono ammirare le grandiose arcate, i perfetti disegni geometrici della pavimentazione, i dettagli delle decorazioni e la grande vetrata del rosone, realizzata dal maestro vetraio Niccolò di Piero Tedesco su disegno di Lorenzo Ghiberti, raffigurante l’Assunzione della Vergine. Oltre 150 sono gli scalini da salire ma vi assicuro che, una volta arrivati, tale sarà il senso di meraviglia che alla stanchezza ripenserete in seguito! Alle Terrazze si accede dalle cosiddette “tribune morte”, autentici capolavori di architettura rinascimentale, geniali contrafforti ideati da Brunelleschi nel 1439 per contrastare le spinte della Cupola, rafforzandone la stabilità. All’esterno sono eleganti strutture classicheggianti, ornate da rivestimenti in marmi bianchi e verdi e da splendide nicchie a forma di conchiglia; all’interno sono ambienti semicircolari trasformati in due inaspettati “musei”. Nella tribuna nord-ovest, la cosiddetta “Sala dei vescovi”, dove inizia il percorso di visita, sono conservate sei grandi sculture effimere raffiguranti importanti santi della storia fiorentina, realizzate nel 1589 da Pietro Tacca e dalla sua bottega per le nozze del Granduca Ferdinando I de’ Medici con Cristina di Lorena; nella tribuna sud-ovest, invece, è allestita una collezione di strumenti antichi, macchine e ponteggi riconducibili al cantiere della Cupola. “Ed è nel percorso, collegato da nord a sud attraverso un suggestivo passaggio a cavallo tra facciata e controfacciata o attraverso lo stretto percorso che circumnaviga la zona absidale della Cattedrale – afferma l’Architetto Samuele Caciagli, Responsabile dell’Ufficio Tecnico e Project Manager Edilizia e Restauri dell’Opera di Santa Maria del Fiore – che si può osservare come la tradizione dell’Opera di Santa Maria del Fiore sia ancora prevalentemente votata alla conservazione dei propri monumenti. Lo si può vedere dall’incontro, sempre frequente, con le maestranze, attive sui diversi cantieri e nelle attività di manutenzione”. Saranno molti i dettagli a colpire la vostra attenzione ma sui tetti delle navate laterali non potrete fare a meno di notare due protagonisti inattesi: grandi orci in cotto allineati tra loro a distanza regolare, e filari di tegole di recente fabbricazione geometricamente collocati su entrambi i lati. Ebbene, se gli orci di manifattura imprunetina sono utilizzati per la raccolta di acqua piovana necessaria al lavoro di cantiere in quota, le tegole si trovano lassù affinché, esposte alle intemperie, possano “invecchiare”, assumendo la colorazione perfetta tale da garantire omogeneità cromatica quando è necessario sostituire elementi danneggiati.

The Terraces of the Cathedral of Santa Maria del Fiore
A suggestive itinerary to discover the Duomo of Florence

As often recalled by the architect Francesco Gurrieri, former Tenured Professor of “Monumental Restoration” at the University of Florence and among the most authoritative protagonists of the international debate on the conservation of cultural, landscape and historical city heritages, “every city entrusts its identity to a symbol, a monument, an event, which often appears in its banner; for Florence, this is the ‘lily’, the fleur-de-lis, but it could have well been the Cupola of Santa Maria del Fiore, just as Torino has the Mole Antonelliana, Bologna has the two Towers, and Naples the Vesuvius.” The “impossible” Cupola by Filippo Brunelleschi (1377-1446), with its fascinating executive modalities, represents the architectural “manifesto” of its time, of its creator, and of the city. The Cathedral of Santa Maria del Fiore surprises for magnificence, for its secret passages, and for several doors, only seemingly hidden, from which one can access the Terraces. At about 32 meters from the ground, in correspondence of the covering of the lateral naves, is a walkway flanked by an elegant marble balustrade that runs along the entire perimeter of the Cathedral, and which can be visited for a certain length. The Terraces represent an extraordinary opportunity to know the Duomo, enjoy a unique panorama over Florence and the palaces, churches, and roofs of the historic centre, on the hills that surround the city, as well as to peacefully gaze, from an original perspective, on the other buildings of the monumental complex: the Baptistry, the Cupola, and the Belltower. The view is stunning, and not just looking outwards but also inwards, where, from above, you walk along the counter façade to admire the grandiose arches, the perfect geometric designs of the flooring, the details of decorations and the great stained glass of the rose window, realized by the master glassmaker Niccolò di Piero Tedesco based on the designs by Lorenzo Ghiberti, portraying the Assumption of the Virgin Mary. There are over 150 steps to reach the top, but I assure you that, once you’re up there, the feeling of marvel will win over the fatigue! To access the Terraces, you must walk by the so called “dead galleries”, which are authentic Renaissance architecture masterpieces, genius buttresses created by Brunelleschi in 1439 to contrast the forces of the Cupola, fortifying its stability. From the outside, they appear as elegant classical-looking structures, ornated with white and green marble finishings and feature splendid niches shaped like shells; inside, they are semi-circular spaces transformed into two unexpected “museums”. In the north-west gallery, the so called “Hall of the Bishops”, where the visit begins, there are six large ephemeral sculptures that depict important saints of Florence’s history, realized in 1589 by Pietro Tacca and by his workshop for the nuptials of the Grand Duke Ferdinand I de’ Medici with Cristina of Lorena; in the south-west gallery, instead, there is a collection of ancient tools, machines and scaffolds reminiscent of the construction site of the Cupola. “It’s in the itinerary, connected from north to south by a suggestive walkway between the façade and counter façade, or through the narrow path that circles the apsidal area of the Cathedral – said the Architect Samuele Caciagli, Responsible for the Technical Office and Project Manager for the Building and Restoration of the Opera of Santa Maria del Fiore – that one can observe how the tradition of the Opera of Santa Maria del Fiore is still prevalently voted to the conservation of its monuments. It can be seen by the frequent encounters with workers, active on the different sites, and in the maintenance activities.”
Many are the details that will capture your attention, but on the roofs of the lateral naves you cannot but notice two unexpected protagonists: a couple of large terracotta pots, aligned and regularly distanced, and rows of recently made shingles, geometrically set on both sides. And so, while the pots made in Impruneta are used to collect rainwater for the higher construction sites, the shingles are set there because, being exposed to the weather conditions, they can “age” and take on the perfect tone to guarantee a uniform colour gradient when damaged elements need to be substituted.

Come sottolineano le guide che accompagnano i visitatori lungo le Terrazze, l’esperienza è sconsigliata a chi soffre di vertigini o claustrofobia.

As pointed out by the guides that accompany visitors along the Terraces, this experience is not recommended for those who are afraid of heights or suffer from claustrophobia.

 

 

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