Recentemente protagonista di una mostra personale nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio, la pittrice Lolita Valderrama Savage ha un legame fortissimo con Firenze fin dagli studi di perfezionamento compiuti all’Accademia di Belle Arti, allieva di Silvio Loffredo. Lolita arrivò in città con una borsa di studio dopo aver conseguito la laurea alla Pontifical and Royal University of Santo Tomas, a Manila, il più antico ateneo delle Filippine e dell’intera Asia, fondato il 28 aprile 1611, e a Firenze debuttò come pittrice, nel 1975, in una mostra collettiva a Palazzo Strozzi. Per Lolita Valderrama l’arte ha rappresentato una grande opportunità di vita, sia come donna che come artista, un “passaporto” che dalla sua città natale nelle Filippine l’ha condotta fino in Europa. Dopo quell’esperienza formativa all’Accademia fiorentina, infatti, in Europa ha viaggiato ed esposto moltissimo, particolarmente in Svizzera, Svezia e Francia, per poi trasferirsi negli Stati Uniti d’America, dove ha trascorso molti anni a New York City e, successivamente, a Stamford, in Connecticut, dove ora vive con il marito, Frank Savage. Lolita e Frank hanno deciso di trascorrere gran parte dell’anno anche in Toscana e molto spesso sono proprio i paesaggi toscani a ispirare le scene e i cromatismi dei disegni e dei dipinti. Questa suggestione è chiaramente rintracciabile anche nell’esposizione “The Journey. Life in Art through Nature”, organizzata dal Comune di Firenze in collaborazione con il Consolato Generale degli Stati Uniti a Firenze, il Consolato Generale Onorario delle Filippine in Toscana e il Corpo Consolare di Firenze, nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio, dal 13 ottobre al 3 novembre 2023. Più di sessanta dipinti a olio, acquerelli e disegni i cui protagonisti sono l’armonia del paesaggio, il rapporto con il mondo della natura, la luce. E poi i colori, pastosi, densi, impressi sulla tela con padronanza dei mezzi espressivi e della tecnica: sono i colori della terra, del cielo, del mare, gli alberi solenni e gli effetti della luce che prendono sostanza nelle opere e che colpiscono per la potenza comunicativa e per il percepibile coinvolgimento emotivo che determinano nell’osservatore. “Sono convinta che la natura risvegli la semplicità e l’umiltà dell’essere umano nella distesa dell’universo” afferma Lolita.
Non si tratta della prima mostra personale realizzata a Firenze, nel 2013 Lolita aveva esposto al Museo di Palazzo Medici Riccardi e, successivamente, nel 2019, era stata la volta di un’altra personale a Palazzo Bastogi, sede del Consiglio Regionale della Toscana, ma “The Journey. Life in Art through Nature” ha assunto per l’artista un valore peculiare. Dopo cinquant’anni di carriera, in questo progetto, Lolita intende celebrare i paesi in cui ha vissuto e lavorato, i luoghi che ha visitato e i momenti che lì ha esperito, tributando onore e gratitudine alla diversità delle persone e delle culture che ha incontrato durante il suo percorso di vita e d’arte. “Fare arte – afferma Lolita – mi ha permesso di raggiungere un profondo livello di consapevolezza perché mi ha dato l’opportunità di aiutare i bambini, favorire la loro istruzione e riunire insieme le persone per forgiare amicizia e rafforzare la cooperazione culturale. Mentre il mondo soffre ancora per le conseguenze della pandemia e delle guerre, penso che ci sia un urgente bisogno di unirsi nell’arte, attraverso la cultura e il dialogo, per risollevare lo spirito dell’umanità”. Fin da quando lavorava alle Nazioni Unite e in organizzazioni internazionali che offrono sostegno a giovani e artisti, Lolita si è sempre molto impegnata a supporto di cause umanitarie e dell’istruzione dei bambini e per questo è stata insignita di numerosi premi e riconoscimenti di grande prestigio. Da tempo utilizza la sua arte come strumento volto ad incoraggiare il dialogo e la comprensione interculturale, favorendo il rispetto per la diversità e la promozione della cultura e della creatività, proprio come ha fatto con i suoi figli, Fredrik Antoine, Grace Erlinda e Frank Alexander.

Infinite gold
Connecticut, USA,
olio su tela, cm 56×68

The painter Lolita Valderrama Savage on show at the Sala d’Arme in Palazzo Vecchio
“Florence is in my heart, here I feel at home”

A recent protagonist of a solo show at the Sala d’Arme in Palazzo Vecchio, the painter Lolita Valderrama Savage has a very strong connection with Florence ever since her studies at the Academy of Fine Arts, where she was a pupil of Silvio Loffredo.
Lolita arrived in Florence with a scholarship after achieving a degree at the Pontifical and Royal University of Santo Tomas, in Manila, the oldest athenaeum in the Philippines and in all of Asia, founded on April 28, 1611. Here, she debuted as a painter in 1975, in a collective show held in Palazzo Strozzi. For Lolita Valderrama, art represented a great life opportunity, both as a woman and as an artist, a “passport” that led her to Europe from her hometown in the Philippines. After her formative experience at the Florentine Academy, in fact, she travelled and exhibited across Europe, mainly in Switzerland, Sweden, and France, to then move to the United States of America, where she spent many years in New York City, and, after that, in Stamford, Connecticut, where she now lives with her husband, Frank Savage. Lolita and Frank have decided to spend most of the year in Tuscany too, and very often it’s the Tuscan landscapes that inspire the scenes and the chromaticism of her drawings and paintings. This suggestion is clearly traceable also in the exhibit The Journey. Life in the Art Through Nature, organized by the City of Florence in collaboration with the Consul General of the United States in Florence, the Honorary Consul General of the Philippines in Tuscany, and the Consular Body of Florence, in the Sala d’Arme of Palazzo Vecchio, from October 13 to November 3, 2023. More than sixty oil paintings, watercolours, and drawings famous for the harmony of their landscapes, the relation with the world of nature and light. And then colours, pastel-like, dense, impressed on the canvas with mastery of expressive methods and technique: they are the tones of the earth, of the sky, of the sea, the solemn trees and the lighting effects that take shape in the works that strike for their communicative power and for the perceivable emotional involvement that they determine in the viewer. “I am convinced that nature reawakens the sensitivity and the humility of human beings in the vastness of the universe,” says Lolita. It’s not her first solo show realized in Florence. In 2013, Lolita had exhibited her works at the Museum of Palazzo Medici Riccardi, and, after that, in 2019, it was the time of another personal exhibit in Palazzo Bastogi, headquarters of the Regional Council of Tuscany, although The Journey. Life in Art Through Nature has taken on a peculiar value for the artist. After a fifty-year career, in this project Lolita intends to celebrate the countries where she lived and worked, the places that she visited and the moments experienced, tributing honour and gratitude to the diversity of people and of cultures she met along her journey through life and art. “To do art – said Lolita – has allowed me to reach a deep level of consciousness because it gave me the opportunity to help children, support their education, and bring together people to forge friendships and reinforce cultural cooperation. While the world still suffers for the consequences of the pandemic and the wars, I think there is an urgent need to come together in art, through culture and dialogue, to restore the spirit of humanity”. Since she worked at the United Nations and in international organizations that offer support to young individuals and artists, Lolita has always put great effort in the support of humanitarian causes and for the instruction of children, hence she has been honoured with numerous highly prestigious awards and recognitions. For time, she used her art as a tool to encourage dialogue and intercultural understanding, favouring the respect for diversity and the promotion of culture and of creativity, just as she did with her children Fredrik Antoine, Grace Erlinda, and Frank Alexander.