La storia del Museo delle Cappelle Medicee è strettamente legata alla Basilica di San Lorenzo, nella quale si riflette la storia di Firenze e la memoria della sua famiglia più rappresentativa, i Medici. Qui, infatti, si trova la Cappella dei Principi, monumentale mausoleo della dinastia medicea realizzato in preziosi e rari marmi policromi, la Cripta medicea, dove sono sepolti i Granduchi Medici e i loro familiari e la Cripta lorenese che, costruita nel 1873 dall’architetto Emilio De Fabris per gli eredi dei granduchi Asburgo-Lorena, in una sorta di collegamento ideale con il monumento funebre a Cosimo il Vecchio “Pater Patriae”, chiusa al pubblico da vari decenni, è stata interamente restaurata. Più precisamente, tutto il complesso è stato protagonista di un lungo restauro durante il quale non è mai stato chiuso al pubblico. Le Cappelle Medicee sono legate indissolubilmente anche a Michelangelo Buonarroti, e non solo per l’opera magistrale di progettazione architettonica e decorazione scultorea che egli realizzò per la Sagrestia Nuova, ma anche per la Stanza Segreta di Michelangelo che dall’inizio di novembre è per la prima volta aperta al pubblico. La Stanza Segreta di Michelangelo è un piccolo ambiente a cui si accede dalla Sagrestia Nuova e che contiene disegni a carboncino attribuiti al Buonarroti. La stanza fu scoperta nel 1975 da Paolo Dal Poggetto, allora direttore del Museo, durante un sopralluogo preliminare a degli interventi di restauro. Sotto l’intonaco vennero scoperti una serie di schizzi ispirati alle opere del Maestro che, secondo la ricostruzione di Dal Poggetto, passò nella piccola stanza un paio di mesi nel 1530 per sfuggire alla persecuzione medicea. Sono tanti i simbolismi rintracciabili nel complesso monumentale, come sottolinea Monsignor Marco Domenico Viola, vicario episcopale e priore di San Lorenzo: “gli spazi museali del Complesso Laurenziano, la Cappella dei Principi e la Sacrestia Nuova ci riportano sempre alla sacralità della loro funzione: quella di accogliere le memorie di una famiglia, di una dinastia. Sono una congiunzione fra dolore e bellezza. Dal sotterraneo ombroso si sale nello splendore barocco dell’ottagono, richiamo all’ottavo giorno, il giorno oltre il tempo”.

La Nuova uscita del Museo delle Cappelle Medicee, Progetto dell’architetto Paolo Zermani,
Ph. Stephane Giraudeau

The Secret Room of Michelangelo at the Museum of the Medici Chapels

The history of the Museum of the Medici Chapels is strictly connected to the Basilica of San Lorenzo, which reflects the history of Florence and the memory of its most representative family: the Medici. Here, in fact, is the Chapel of the Princes, a monumental mausoleum of the Medici dynasty realized in precious and rare polychrome marbles; the Medici crypt, where the remains of the Medici Grand Dukes and their family members are buried; and the Lorraine crypt, which, built in 1873 by the architect Emilio De Fabris for the heirs of the Grand Dukes of Hapsburg-Lorraine, in a sort of ideal connection with the funereal monument dedicated to Cosimo the Old “Pater Patriae”, closed to the public for several decades, has been entirely restored. More precisely, the entire structure underwent a long restoration intervention during which it was never fully closed to the public. The Medici Chapels are indissolubly connected also to Michelangelo Buonarroti, and not only for the superb work of architectural design and sculptural decoration that he realized for the New Sacristy, but also for the Secret Room of Michelangelo, which, since the start of November, was opened to the public for the first time. The Secret Room of Michelangelo is a small environment that can be accessed from the New Sacristy and that contains the charcoal drawings attributed to Buonarroti. The room was discovered in 1975 by Paolo Dal Poggetto, then director of the Museum, during a preliminary inspection to the restoration interventions. Underneath the plaster, there were several sketches inspired to the works by the Maestro who, according to the reconstruction made by Dal Poggetto, spent a few months in that room in 1530 to flee from the Medici’s persecution. There are numerous symbols that can be identified in the monumental complex, as underlined by Monsignor Marco Domenico Viola, episcopal vicar and prior of San Lorenzo: “the museum spaces of the Laurenziano Complex, of the Chapel of the Princes, and of the New Sacristy, always bring us back to the sacrality of their function: that of welcoming the memories of a family, of a dynasty. They are a bridge between pain and beauty. From the shadowy depths you rise into the baroque splendour of the octagon, which recalls the eighth day, the day beyond time”.