Sabato 13 gennaio, ore 16.00, al Teatro della Pergola, torna in concerto nella stagione degli Amici della Musica di Firenze il pianista Arcadi Volodos. Definito spesso il “poeta della tastiera”, il celebre pianista russo dice di se stesso: “preferisco di gran lunga essere chiamato ‘il poeta della tastiera’ che ‘il virtuoso della tastiera’. È un peccato che al giorno d’oggi la parola virtuoso venga associata a colui che stupisce per i suoi effetti pirotecnici. Il vero virtuosismo è la padronanza dello strumento che permette di nascondere l’abilità tecnica con la varietà e la bellezza dei colori e delle sfumature. La musica è poesia”.

Proprio tra tecnica ed espressività si articola il programma proposto per gli Amici della Musica, immerso nel Romanticismo di autori come Schubert (verrà eseguita la Sonata n. 16 in la minore, D. 845) e Schumann (Davidsbündlertänze, op. 6).

Nato a San Pietroburgo nel 1972, Volodos ha debuttato a New York nel 1996 e da allora si è esibito in tutto il mondo, con le più eminenti orchestre e direttori. Ha collaborato con i Berliner Philharmoniker, con l’Orchestra Filarmonica d’Israele, con la London Philharmonic Orchestra, con la Filarmonica di New York e di Monaco, con la Royal Concertgebouw Orchestra, per citarne solo alcune. Parte del suo successo è legato ai suoi recital pianistici, che rivestono da sempre un ruolo centrale nella sua vita artistica. Numerose e acclamate anche le sue registrazioni discografiche.

Ha proseguito quindi Volodos riguardo agli autori proposti: “Una grande opera d’arte, sia essa musicale o letteraria, è inesauribile. Puoi passare una vita intera a leggere e rileggere un libro, così come non smetti mai di scoprire la ricchezza di un capolavoro musicale. È affascinante come possiamo tornare a un’opera e riscoprirla come se fosse la prima volta”.

 

Domenica 14 gennaio, ore 21.00, al Teatro Niccolini, va invece in scena “Acqua Rotta”, concerto per voce recitante, violoncello e gocce d’acqua che vedrà protagonisti l’attrice Mariangela Gualtieri e il violoncellista Mario Brunello, affiancati in scena dalla singolare installazione “quasi zero” di Gianandrea Gazzola. Gli spettatori saranno accolti da una struttura alta circa tre metri, con un cubo di ghiaccio al centro, parte integrante delle atmosfere sonore dello spettacolo, che trova il suo focus attorno al tema dell’acqua, sentita e cantata come risorsa preziosa.

“Con Mario Brunello c’era già da tempo il desiderio di mettere insieme l’intensità acustica del violoncello con quella della poesia. Poi la notizia che il Giappone avrebbe riversato in mare le acque contaminate di Fukushima ci ha fornito il tema dell’acqua rotta, e il desiderio di comporre un canto all’acqua, un atto contrario a quel gesto sacrilego” – ha dichiarato Mariangela Gualtieri parlando dello spettacolo.

I testi sono in buona parte versi inediti scritti per l’occasione da Gualtieri, associati a musiche di Bach, Gubajdulina, Sculthorpe, Curtoni.

Sulla scelta delle musiche, così si è espresso Brunello: “Le musiche scelte non amplificano solo le suggestioni delle parole della poesia di Mariangela, ma vogliono essere veri “specchi” in cui i versi trovano un riflesso sonoro. Talvolta le parole cancellano le note, in certi casi le note cancellano la parola, si sostituiscono a vicenda cercando di evitare un ruolo descrittivo, inseguendo invece una polifonia che comprenda il ritmo della goccia d’acqua, l’armonia dei suoni di un violoncello e la melodia della parola declamata”.

A scandire il tempo in scena sono le gocce d’acqua che si liberano da “quasi-zero”, così raccontata dal suo creatore Gianandrea Gazzola: “Un cristallo d’acqua gelata, sospeso a mezz’aria tra due lunghe aste sottili. Nel dialogo tra poesia e musica, ‘quasi-zero’ è un convitato di ghiaccio. Presenza immobile, se non fosse per la quieta pulsazione che anziché la vita, ne scandisce goccia a goccia, la misura che lo separa dal nulla”.

Lo spettacolo, realizzato in collaborazione con Antiruggine, Arte Sella, Orto Botanico Padova, Teatro Valdoca, fa parte del ciclo “Musica &…”, ideato dal direttore artistico Andrea Lucchesini e dedicato alle contaminazioni tra musica e altre forme artistiche.

 

Informazioni:

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