Care lettrici e cari lettori di Florence is You, mi presento: il mio nome è Chiara e racconto questa città, attraverso i microfoni di Toscana Tv, da circa vent’anni. Io ne ho molti di più, sono una persona riservata e non mi piace apparire. Infatti, visto che il karma è un simpaticone e se fai il cattivo in una vita in quella dopo sei una piattola, io sono finita a fare la giornalista televisiva. Il primo servizio della mia carriera raccontava delle buchette del vino, quelle piccole finestre che vedete sparse ad altezza uomo nei principali palazzi del centro storico e che permettevano ai nobili di distribuire il fiasco al popolo minuto senza sporcarsi troppo le mani (e soprattutto di fare i conti senza l’oste). Se il fiasco lo avessero passato a me, quel giorno, mi avrebbe fatto solo bene. Ero talmente nervosa che mi piazzarono in mano una cartellina rigida con niente dentro, solo per fermare il tremolio della mia mano. Nell’altra tenevo il microfono e quella ha continuato a tremare. L’audio venne un po’ mosso ma tant’è, la mia carriera era iniziata. A pensarci ora chissà di cosa dovevo avere paura. Ero giovane, bellina, le rughe erano ancora solo le stradine di Venezia, mica della mia faccia. Insomma in televisione non venivo nemmeno male. Ma, come non dovete dimenticare mai, il karma è spiritoso. Una decina di anni fa, quando già gli anni si facevano vedere, il metabolismo partiva per le Canarie con il biglietto di andata e noi signore avremmo avuto bisogno solo di incoraggiamenti e tappeti di fiori, la televisione è passata dal formato in 4/3 a quello in 16/9. È una roba tecnica? Non capite cosa significa? Ve lo traduco io: più largo! Se facevo un servizio da Piazza Duomo, insomma, tra me e la Cupola del Brunelleschi c’era poca differenza di circonferenza. Una messa alla prova durissima per qualsiasi narcisista. Per me, un inferno. Però ormai il racconto televisivo era quello che conoscevo. E mi piaceva anche, con quel pizzico d’improvvisazione, voce, intonazione e teatralità che serve per acchiappare l’attenzione anche del telespettatore più distratto. Riuscire ad essere leggeri quando serve, senza mai cadere nella superficialità. Certo, lo si potesse fare senza comparire… Macché! “Fai un lancio Chiara, fatti vedere” mi intimava la Caporedattrice (scordatevi che la solidarietà femminile superi l’urgenza della notizia), che sennò sembra che non ci siamo stati a raccontare la Concordia spiaggiata al Giglio, il treno della memoria ad Auschwitz, la voragine sul Lungarno Torrigiani, la visita del Papa e del Dalai Lama, la politica di un Sindaco diventato Presidente del Consiglio che ci ha catapultato per qualche anno nell’ombelico delle notizie nazionali. Ho passato giornate intere, a volte notti, davanti a un uscio ad aspettare una dichiarazione, una svolta, una notizia. Ma la verità è che, anche quando ai 16/9 si aggiungeva l’occhiaia assassina, raccontare questa città (e la Regione che la circonda) mi ha sempre divertito e continua a divertirmi. Florence is me!

 

TV JOURNALISM IS NOT A JOB FOR THE ELDERLY

Dear readers of Florence is You, let me introduce myself: my name is Chiara, and for about 20 years I’ve been telling stories about this city through the mikes of Toscana Tv. I’m way older than that, I’m a reserved person, and I don’t like to be in the spotlight. In fact, since karma is a funny thing and if you’re nasty in one life you’re a vermin in the next, I ended up becoming a TV journalist. The first piece of my career was about the Buchette del Vino, those tiny windows that you see at eye level on the palace walls across the historic city center, which were once used by nobles to distribute the wicker wine bottles to the middle class without getting their hands too dirty (and, mainly, to make bricks without straw). If someone had passed me a flask of wine, that day, they would have done me a huge favor. I was so tense that they handed me a stiff folder with nothing in it just to stop my hands from trembling. My other hand clenched the mic – that one kept trembling. The audio turned out a little shaky, but so be it; my career had begun. Looking back on it, who knows what I was so scared of. I was young, pretty, “rughe”, or wrinkles, in English, were still just another name for the small streets of Venice and not the ones on my face. In other words, I didn’t look bad on TV. However, never forget that karma is a funny thing. Thus, a decade or so ago, when I already felt the weight of my years and my metabolism had purchased a one-way ticket to the Canary Islands in a time when all that us ladies need is support and flower carpets, television changed from the 4:3 format to 16:9. Is that too technical? Do you not know what that means? Well, let me translate for you: wider! If I was carrying out a report from the main square of Piazza Duomo, basically, there was only a slight difference in circumference between me and Brunelleschi’s Dome – this would really put any narcissist to the test. For me, it was a living hell. However, at that point, TV broadcasting was what I knew how to do. And I even liked it, with that touch of improv, voice intonation, and theatrics that’s needed to catch the attention of even the most distracted viewer. Being able to be light-hearted when needed, without ever being trite. Of course, if one could only do that without being on screen… As if! The editor-in-chief commanded me “Get ready Chiara, show yourself,” and don’t think even for a second that sisterhood might overtake the urgency of the news. Because, otherwise, it might seem as if we weren’t there to talk about the Costa Concordia cruise ship stranded on the island of Giglio, the Memory Train to Auschwitz, the chasm that gaped on Lungarno Torrigiani, the visit of the Pope and of the Dalai Lama, the politics of a Mayor turned Prime Minister that threw us in the crosshairs of national news for some years. I spent entire days, sometimes nights, in front of a door waiting for a quote, a turn of events, or breaking news. But the truth is that, even when along with the 16:9 format came an uncanny dark circle under my eyes, telling the story of this city (and of the Region surrounding it) has always amused me and keeps doing so. Florence is me!