“Mimmo Jodice. Senza tempo”, la mostra a cura di Roberto Koch, promossa da Fondazione CR Firenze e Intesa Sanpaolo, in collaborazione con Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, costituisce la seconda tappa, dopo l’esposizione dedicata alla fotografa Lisetta Carmi, del progetto “La grande fotografia italiana” di Gallerie d’Italia, che intende omaggiare i grandi fotografi del Novecento del nostro Paese. Le opere fotografiche senza tempo di Jodice sono esposte per la prima volta a Firenze, a Villa Bardini, dal 23 marzo al 14 luglio 2024 e una sezione della mostra è dedicata alle immagini delle opere fiorentine di Michelangelo Buonarroti, che dopo trent’anni escono dagli archivi dell’artista napoletano. In occasione dell’esposizione è presentato un documentario sulla vita di Jodice, nato a Napoli nel 1934, realizzato dal regista e autore Mario Martone, suo amico e concittadino. Le immagini realizzate da Jodice sono spesso frutto di un’elaborazione sperimentale in camera oscura, espressione di processi e tecniche che propongono un codice artistico che è frutto di esperienze, viaggi e visioni. Una produzione unica nel panorama internazionale, caratterizzata dalla profonda comprensione, contemplazione e meditazione della realtà rappresentata, in grado di scavalcare ogni contingenza temporale, abbandonando la logica del rapido consumo delle immagini. Sono esposte 80 opere, realizzate tra il 1964 e il 2011, che ripercorrono i temi più importanti e rappresentativi di Jodice, suddivisi nelle sezioni Anamnesi, Linguaggi, Vedute di Napoli, Città, Natura, Mari. Dalla sequenza di volti statuari e mosaici antichi, realizzati per l’architetto Gae Aulenti per la stazione Museo della metropolitana di Napoli, alle sperimentazioni in camera oscura degli anni ‘70 dove le regole del linguaggio fotografico vengono stravolte superando e forzando i limiti dello stesso. Nella sezione Vedute di Napoli è rintracciabile tutta l’inquietudine dell’artista, panorami indecifrabili ed enigmatici in un tempo sospeso, rarefatto, fatto di vuoti e assenze. L’indagine sulla sua città è solo un punto di partenza che allena il suo sguardo ad attraversare paesaggi urbani a Boston, Parigi, San Paolo, Roma, Milano e Tokyo. Una ricerca del vuoto per rispondere alla sua incapacità di accettare il caos e la follia dove, nell’escludere ogni rumore, Jodice trova una dimensione personale e metafisica. L’interpretazione della Natura, aggressiva e poco accogliente, induce nello spettatore un sentimento di disagio che lo costringe a guardare il mondo che ci circonda in modo nuovo. Infine, il Mare, dove il tempo sembra fermarsi definitivamente; Jodice passa ore a guardarlo, rintracciando nella sua piatta apparenza, nel movimento circolare delle onde che s’infrangono sulla riva e nella ripetitività dei gesti, la dimensione dell’assoluto. Infine, un’inedita sezione della mostra è dedicata a Michelangelo. Dieci lavori vintage, realizzati alla fine degli anni ’80 per il volume “Michelangelo scultore”, a cura di Eugenio Battisti, edito da Guida Editori nel 1989, che furono esposti solo a Napoli, nel 1990, a Palazzo Serra di Cassano: lo sguardo accigliato di Bruto, la compostezza della Madonna del Tondo Pitti, l’intensità dei volti del Giorno, la Notte, il Crepuscolo e l’Aurora delle Tombe Medicee, ma anche i particolari dei corpi dei Prigioni, della Pietà di Palestrina e della Pietà Bandini.

Mimmo Jodice. Senza tempo
23 marzo 2024 – 14 luglio 2024
Villa Bardini
Costa San Giorgio 2, Firenze
Da martedì a domenica,
10:00-19:30
(ultimo ingresso ore 18:30)
Tel. 055 2989816

©MIMMO JODICE – Tomba di Giuliano de’ Medici

For the first time,the photographic works by Mimmo Jodice will be exhibited in Florence
On show at Villa Bardini there are also images dedicated to Michelangelo Buonarroti | From March 23 to July 24, 2024

The exhibition Mimmo Jodice. Senza Tempo, curated by Roberto Koch, promoted by CR Firenze Foundation and Intesa Sanpaolo, in collaboration with Fondazione Parchi Monumentali Bardini and Peyron, is the second scheduled show, after the one dedicated to the photographer Lisetta Carmi, of the project La grande fotografia Italiana by Gallerie d’Italia, which aims to pay homage to Italy’s greatest 20th-century photographers. For the first time in Florence, Jodice’s timeless works will be on display at Villa Bardini, from March 23 to July 14, 2024; a section of the exhibition is dedicated to images of Michelangelo Buonarroti’s Florentine works, which, after thirty years, have emerged from the archives of the Neapolitan artist. On the occasion of the exhibit, a documentary will be presented on the life of Jodice, born in Naples in 1934, produced by director and author Mario Martone, his friend and fellow citizen. Jodice’s images are often the result of experimental darkroom developing procedures, the expression of processes and techniques that propose an artistic code that is the result of experiences, travels, and visions. A unique production in the international scene, distinguished by the deep comprehension, contemplation, and meditation of the represented reality, capable of bypassing all temporal contingencies, abandoning the logic of the rapid consumption of images. The exhibit features 80 works, created between 1964 and 2011, which cover Jodice’s most important and representative themes, split into six sections: Anamnesi, Linguaggi, Vedute di Napoli, Città, Natura, Mari. Visitors can admire sequences of statuary faces and ancient mosaics, created by the architect Gae Aulenti for the “Museo” station of Naples’ subway system, as well as the darkroom experiments of the 1970s, in which the rules of photographic language are capsized by overcoming and forcing the limits of the same. The artist’s deep concerns are palpable in the section Vedute di Napoli, featuring indecipherable and enigmatic panoramas from a suspended and rarefied time, one made of voids and absences. The research of his city is only a starting point that trains his gaze to plumb urban landscapes in Boston, Paris, São Paulo, Rome, Milan, and Tokyo. A search for emptiness in response to his inability to accept chaos and madness where, by excluding all noise, Jodice finds a personal and metaphysical dimension. The aggressive and unwelcoming interpretation of Nature evokes a sense of unease in the viewer, who is forced to observe our surrounding reality through a new lens. And then Mare, where time seems to stand still; Jodice spends hours looking at the sea, tracing the dimension of the absolute in its flat appearance, in the circular movement of the waves breaking on the shore, and in the repetitiveness of its gestures. Finally, an original exhibit is dedicated to Michelangelo. Ten vintage works, realised at the end of 1980 for the volume Michelangelo Scultore, curated by Eugenio Battisti, and published by Guida Editori in 1989, which have been exhibited only in Naples in 1990, at Palazzo Serra di Cassan. Among these, the frowning gaze of Brutus, the composure of the Madonna in the Tondo Pitti, the intensity of the facial expressions in the statue of Day, the Night, Twilight and Dawn of the Medici Tombs, but also the details of the bodies in the Prisoners, the Palestrina Pietà, and the Bandini Pietà

Mimmo Jodice. Senza tempo
March 23 – July 14, 2024
Villa Bardini
Costa San Giorgio 2, Florence
From Tuesday to Sunday,
10:00 am to 7:30 pm
(last entry at 6:30 pm)
Phone: +39 055 298 9816