A primavera tutto intorno a noi sembra risvegliarsi e quando vivi a Firenze questa sensazione diviene un’immagine nitida che gradualmente prende forma nel paesaggio cittadino, nei lussureggianti giardini che tornano a tingersi di molteplici colori e sfumature, dove il glicine, la peonia, la rosa, il tulipano e la camelia sbocciano. Ogni anno, il glicine del Giardino Bardini (www.villabardini.it) è indiscutibilmente un protagonista primaverile e la sua celebre fioritura è molto attesa; le sue tre varietà dipingono un sentiero dalle sfumature lilla, viola e rosa, che incornicia una delle vedute più belle sulla città e sui monumenti storici. Villa Bardini è un centro espositivo di arte e cultura, immerso in quattro ettari di bosco, giardino, orto e frutteto confinanti alle mura medievali della città; nel 2006 è stata restituita alla cittadinanza in seguito ad un importante restauro e il giardino è stato riprogettato rispetto al disegno dell’antiquario Stefano Bardini, storico proprietario della villa, grazie all’intervento di Fondazione CR Firenze che la gestisce attraverso Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron. Il pergolato di 70 metri, largo 4,5 metri, è un vero e proprio tunnel colorato, una rivisitazione moderna delle antiche cerchiate del Giardino di Boboli realizzate con i lecci.
Tra i più amati, il Giardino dell’Iris, nei pressi di Piazzale Michelangelo (societaitalianairis.com), è l’unico in Europa interamente dedicato a questo fiore. Aperto dal 25 aprile al 20 maggio, con ingresso gratuito, nasce nel 1954 con lo scopo di ospitare un Concorso Internazionale annuale per le migliori varietà di Iris, su iniziativa di Flaminia Specht e Nita Stross Radicati. L’Iris è il fiore simbolo di Firenze, spesso chiamato giaggiolo o più comunemente giglio: il giglio di Francia, il giglio del gonfalone di Firenze, il giglio della Fiorentina, Firenze “città gigliata”; in realtà è sempre l’Iris, che cresce spontaneamente nella valle dell’Arno e nelle colline tutt’intorno.

Giardino delle Rose

A ridosso di Piazzale Michelangelo si trova anche il Giardino delle Rose, un parco pubblico con ingresso gratuito, sede permanente delle opere dello sculture belga Jean Michel Folon. Aperto tutto l’anno, custodisce oltre mille varietà di rose di cui trecentocinquanta molto antiche, alberi di limone e un giardino giapponese donato nel 1998 al Comune di Firenze dalla città gemellata Kyoto. Il giardino per eccellenza è il Giardino di Boboli, parte integrante di Palazzo Pitti (uffizi.it/giardino-boboli) e i Medici ne curarono per primi la sistemazione, creando il modello di giardino all’italiana che divenne esemplare per molte corti europee. Un vero e proprio museo all’aperto, popolato da statue antiche e rinascimentali, ornato di grotte, prima fra tutte quella celeberrima realizzata da Bernardo Buontalenti, e grandi fontane, come quella di Nettuno e Oceano. I Lorena e i Savoia ne arricchirono ulteriormente l’assetto, ampliandone i confini che costeggiano le antiche mura cittadine, fino a Porta Romana. Suggestiva è la zona a terrazzamenti dove si trova il settecentesco Padiglione del Kaffeehaus, voluto dal Granduca Pietro Leopoldo di Lorena, raro esempio di architettura rococò in Toscana, costruito su disegno di Zanobi del Rosso a partire dal 1774. Dulcis in fundo, il Giardino dell’Orticultura, a me particolarmente caro perché anni fa ho diretto il Tepidarium del Roster, l’affascinante serra in vetro e ferro battuto incastonata al suo interno. Un parco pubblico, con accesso gratuito, che dal 25 aprile al 1 maggio 2024 accoglie la Mostra Mercato Primaverile di Piante e Fiori, a cura della Società Toscana di Orticultura che quest’anno celebra i suoi 170 anni (societatoscanaorticultura.it). Se salite poco più in alto, negli Orti del Parnaso, percorrendo una scalinata scultorea dai tratti bizzarri, a forma di serpente o drago, godrete di un magnifico panorama fino alla Cupola del Duomo.

Villa Bardini, spazio museale, centro di cultura e luogo di natura restituito alla città da
Fondazione CR Firenze

Spring in the city
A stroll along the paths of the most awe-striking gardens

In Spring, everything seems to flourish. And if you live in Florence, this feeling becomes a clear image that gradually comes together in both the city’s landscape and the lush gardens that once again take on different colours and hues, where wisteria, peonies, roses, tulips, and camellias bloom.
Every year, in Spring, the flourishing of wisteria at the Bardini Gardens (www.villabardini.it/en/) steals the spotlight and is eagerly sought after; three different kinds of flowers paint a path with shades of lilac, purple and pink, framing one of the most iconic views over the city and its historical monuments. Villa Bardini is an art and culture exhibition centre, located on ten acres of land, with woods, gardens, vegetable patches and fruit orchards, which borders the mediaeval walls of the city. In 2006, it reopened its doors to local citizens after a painstaking restoration, and the gardens were redesigned following the project of the famous antiques dealer, Stefano Bardini, the historical owner of the villa, thanks to the aid of Fondazione CR Firenze, which manages the grounds through the Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron. The 76-yards-long and 5-yards-wide arbour turns into a full-blown tunnel of colour; a modern revisitation of the original arches of the Boboli Gardens, made using holm oaks. Another local favourite is the Iris Garden, near Piazzale Michelangelo (www.societaitalianairis.com); the only garden in Europe entirely dedicated to this flower. Open from April 25 to May 20, with free admission, it was established in 1954 with the aim of hosting the Annual International Competition for the best iris varieties, upon request of Flaminia Specht and Nita Stross Radicati. The iris, often referred to as giaggiolo, or more commonly giglio, is the flower that symbolises Florence: the lily of France, the lily of the Florentine banner, the lily of Fiorentina, Florence the “lilied city”; it’s always that same iris that grows spontaneously in the Arno valley and its surrounding hills. On the heels of Piazzale Michelangelo, there’s also the Rose Garden, a public park with free entrance, and permanent location for the artworks by the Belgian sculptor Jean Michel Folon. Open all year round, it is home to over one thousand varieties of roses (three hundred and fifty of which are very ancient), as well as lemon trees and a Japanese garden donated to the City of Florence in 1998 by the sister city of Kyoto.

Giardino di Boboli, foto Gallerie degli Uffizi

The quintessential garden is that of Boboli, an integral part of Pitti Palace (www.uffizi.it/en/boboli-garden). Here, the Medici were the first to take care of its layout, creating the blueprint for the “Italian garden” that would later be adopted by many European courts. A full-fledged open-air museum, adorned with ancient statues from the Renaissance, grottos, including the well-known one created by Bernardo Buontalenti, and remarkable fountains, like the one of Neptune and Ocean. The Lorraine and the Savoia family further enhanced its layout, amplifying the borders that now run along the ancient city walls up to Porta Romana. On the charming, terraced area is the 18th-century Kaffehaus: a rare example of rococo architecture in Tuscany, whose construction works were carried out at the wishes of the Grand Duke Peter Leopold of Lorraine and began in 1774 according to the designs of Zanobi del Rosso. Last but not least: the Horticulture Garden, particularly dear to me since, years ago, I directed the Tepidarium del Roster, a fascinating wrought iron and glass structure nestled in this magical place. A public park, with free entrance, where, from April 25 to May 1, 2024, visitors can enjoy the Spring Flower and Plants Show, curated by the Società Toscana di Orticultura, which this year celebrates its 170 years (societatoscanaorticultura.it). If you walk a little higher, in the Orti del Parnaso, after climbing a staircase with bizarre sculptures, shaped like serpents and dragons, you can take in a breath-taking view that extends all the way to the Cupola of the Duomo.