Haveli non è soltanto il ristorante indiano da più tempo attivo a Firenze, in viale Fratelli Rosselli; la sua storia prende l’avvio nel 2000 dalla lontana regione indiana del Punjab e arriva fino al cuore pulsante della Toscana. È una storia di cucina, certamente, ma anche di cultura e tradizioni da custodire. Sin dall’inizio, il ristorante è gestito dallo chef e sommelier Giotti Singh, membro dell’Associazione Cuochi Fiorentini, e dalla moglie Rubel, che cura attentamente la gestione economico-organizzativa del locale. Sono i due padroni di casa, Giotti e Rubel, il vero motore e il cuore pulsante di Haveli. Sono loro ad accogliere gli ospiti fiorentini e i turisti che vogliono immergersi in un viaggio fatto di mille sfumature, tra aromi, sapori, spezie e colori. L’atmosfera che si respira nel ristorante – dotato anche di un accogliente spazio esterno in uso già dai mesi primaverili – è intima e rilassata, ricca di suggestioni etniche ma al tempo stesso elegante e mai sopra le righe. Il termine “Haveli”, d’altronde, eindica proprio una dimora d’alto rango. “Più che il proprietario – conferma Giotti – di Haveli mi sento il custode, e i miei ospiti sono di conseguenza dei Maharaja, e vanno trattati come re”. La proposta culinaria di Haveli è all’insegna della tradizione indiana – della regione del Punjab, ma non solo – e al contempo attenta ai nuovi orizzonti della cucina, con cura nella selezione delle materie prime e uno sguardo d’insieme che porta gli avventori a esplorare a distanza le pietanze originarie dall’intero subcontinente. Non mancano i grandi classici, dai Veg Samosa ai Panir Pakora, così come l’iconico Pollo Tandoori marinato allo yogurt e spezie cotte nell’omonimo forno, fino al Gost Sheek Kebab, uno spiedino Tandoori di montone macinato alle erbe e spezie. Da Giotti e Rubel una menzione speciale la merita anche la carta dei distillati, tra etichette indiane (i pregiati Amrut, distillati dall’omonima azienda di Kambipura, e primo vero single malt prodotto in India) e toscane, e dietro il bancone spicca una ricca collezione del pregiato whisky Samaroli. Una scelta che rappresenta una metafora perfetta della convivenza tra Italia e India: non a caso, nel subcontinente indiano è normale che il whisky si assapori come aperitivo e durante i pasti, e il sogno di Giotti è quello di proporre presto cene in pairing per far sperimentare anche agli italiani il connubio perfetto tra spezie e torba.

Haveli
A heritage of cuisine, culture and tradition to hold dear

Located on Viale Fratelli Rosselli, Haveli is more than just the oldest Indian restaurant in Florence; its doors opened in the year 2000, bringing the rich flavours of Punjab to the heart of Tuscany. This story is one about cuisine, of course, but also tradition and culture, which must be preserved. Since its founding, the chef and sommelier Giotti Singh has been managing the business together with his wife Rubel, who follows the economic and organisational tasks. The two owners are the true driving force behind Haveli: they greet local patrons and tourists who choose to embark on a journey made of a myriad of nuances, aromas, flavours, spices, and colours. The atmosphere in the restaurant – which also boasts a charming garden space, open during the warmer months – is intimate and relaxed, brim with ethnic influences yet elegant and never over the top. It comes to no surprise that “Haveli” actually translates to “high-class abode”.
“Rather than the owner of Haveli, I feel like its custodian,” says Giotti, “and so, guests are the Maharajas who must be treated like royalty”. The culinary offer is in the name of Indian tradition – from the Punjab region, and beyond – while also being attentive to the current gastronomic scene, with particular care in the selection of quality ingredients and a philosophy that allows diners to experience the traditional recipes from the entire subcontinent. Of course, the menu features all the great classics: from Veg Samosa to Panir Pakora, the iconic Tandoori Chicken marinated in yoghourt and spies, baked in the namesake oven, or even Gost Sheek Kebab, a Tandoori skewer made of minced mutton with herbs and spices.
Also worthy of a special mention is Giotti and Rubel’s spirits menu, featuring both Indian (the classy Amrut, distilled by Kambipura-based company of the same name, which is also the first true single malt produced in India) and Tuscan labels, as well as a rich selection of prized Samaroli whiskey, peeking out from behind the counter. An assortment that represents a perfect metaphor for the coexistence of Italy and India: sure enough, it’s not a coincidence that, in the Indian subcontinent, it’s customary to enjoy whiskey as an aperitif and during meals. Giotti’s dream is to soon offer special pairing menus, so that Italians, too, can experience the perfect combination between spices and smoky flavours.