Simonetta Cattaneo Vespucci nacque nel 1453 a Portovenere, ultima dei dodici figli di Gaspare Cattaneo e Caterina Violante Spinola, appartenenti alla ricca aristocrazia genovese. Come avesse trascorso i suoi primi anni e quale fosse stata la sua istruzione non è dato sapere con precisione, ma possiamo immaginare che non sia stata molto diversa da quella di altre giovani del suo stesso ceto: le arti del trivio e del quadrivio, un po’ di latino, un po’ di letteratura, educazione religiosa, ricamo e danza. Tuttavia Simonetta non doveva aver molto bisogno di questi aggiuntivi ornamenti, sia l’ottima parentela che la rinomata bellezza le assicuravano pretendenti di alto rango; si aggiunga che il cognato l’aveva dotata riccamente attraverso le rendite di alcune miniere di ferro dell’isola d’Elba. Si fece avanti il fiorentino Piero Vespucci, ricco mercante, che la chiese in sposa per il figlio Marco, coetaneo della ragazza. Simonetta ha sedici anni quando sposa Marco Vespucci e abbiamo una documentazione visiva della cerimonia. Un cassone nuziale dipinto da Sandro Botticelli ritrae l’immagine di un banchetto di nozze: il tavolo a ferro di cavallo, da un lato siedono gli uomini riccamente abbigliati, dall’altro le dame, adornate come si conveniva in siffatte occasioni. Al centro del gruppo femminile si trova Simonetta, vestita di bianco, e di fronte a lei un unico uomo, sicuramente il neo sposo. Giunta a Firenze, la ragazza fece scalpore per la sua bellezza ma in una città colta, raffinata e scettica, come doveva essere Firenze nel XV secolo, la sola bellezza non poteva bastare per farne un’icona di stile, una “diva”, ma Simonetta divenne una diva a tutti gli effetti. Per primo s’innamorò di lei Lorenzo il Magnifico, che le dedicò alcuni sonetti, poi il fratello minore Giuliano de’ Medici. Ma ciò che colpisce ancor di più è il fatto che Simonetta lascia un segno indelebile nella storia dell’arte e della letteratura. Quasi tutte le donne ritratte da Botticelli hanno il suo volto, i capelli biondi, le labbra carnose, la pelle luminosa, l’ovale perfetto, e tutte le generazioni hanno continuato ad ammirarla fino ai giorni nostri: è lei la Primavera, è lei Venere che sorge dalle acque, è lei Venere, languidamente sdraiata su rossi cuscini, con Marte dormiente al suo fianco. Botticelli deve averla conosciuta bene e frequentata quasi quotidianamente dal momento che abitava in una delle case dei Vespucci. È ancora lei Cleopatra con l’aspide al collo di Piero di Cosimo, opera del 1480, realizzata circa quattro anni dopo la sua morte. Simonetta, dipinta da Botticelli e cantata nelle Stanze per la giostra di Giuliano dei Medici di Angelo Poliziano, morirà giovanissima, a ventitré anni, il 26 aprile 1476. Giuliano de’ Medici la piangerà, come testimonia in una lettera il suocero della Cattaneo; pare, infatti, che spesso dopo la sua morte si recasse desolato a casa dei Vespucci a chiedere al marito qualche ricordo di Simonetta. La famiglia Vespucci prese parte alla sciagurata congiura de’ Pazzi (1478) e Piero fu imprigionato nelle terribili galere delle Stinche, si trasferì poi a Milano, ma la sua fortuna si era ormai oscurata e la ricchezza volatilizzata. Lo stesso triste destino attese anche al figlio Marco, che, tuttavia, pochi anni dopo, si risposò ed ebbe molti figli. La fama della famiglia non dipese certo da loro, ma da un lontano cugino, il navigatore Amerigo Vespucci, che avrebbe dato il suo nome ad un intero continente.

 

SIMONETTA CATTANEO VESPUCCI

Simonetta Cattaneo Vespucci was born in 1453 in Portovenere, the last of the twelve children of Gaspare Cattaneo and Caterina Violante Spinola, members of the rich Genoese aristocracy. Little is known about her early years and her education, but we can suppose it wasn’t much different from that imparted to other young women of her same social class: trivium and quadrivium arts, a little Latin and literature, religious teachings, embroidery, and dance. However, Simonetta didn’t require all these extra frills, due to both her exceptional kinship and her renowned beauty, which assured her high-ranking suitors. Moreover, her brother-in-law bestowed her with a rich dowry through the income of several iron mines on Elba Island. The Florentine Piero Vespucci, a rich merchant, stepped up and asked for her hand in marriage to his son, Marco, a peer of the young lady. Simonetta was sixteen years old when she married Marco Vespucci; there are visual records of the ceremony. A marriage chest painted by Sandro Botticelli depicts the image of a wedding reception: a horseshoe table, with lavishly attired men on one side and ladies donned as was proper in such occasions on the other. At the centre of the group of women was Simonetta, dressed in white; facing her, sat a single man, presumably her newlywed. Upon arriving in Florence, the girl’s beauty created quite the uproar. However, in a refined, educated, and sceptical city like fifteenth-century Florence must have been, mere beauty wasn’t enough to make her an icon of style, a “star”, yet indeed Simonetta became a full-fledged diva. The first one to fall in love with her was Lorenzo the Magnificent, who dedicated a few sonnets to her; then, his younger brother, Giuliano de’ Medici. But what is even more striking, is the fact that Simonetta left a permanent mark in art history and literature. Almost every woman depicted by Botticelli portrays her facial features: her blond hair, her full lips, her glow and perfect oval, and all future generations have continued to admire her, up to the present day. She is the Primavera, she’s the Venus rising from the waters, she’s the Venus languidly lying down on red cushions, with Mars sleeping beside her. Botticelli must have known her well and visited her nearly every day, since he lived in one of Vespucci’s houses. She’s also Cleopatra with the asp around her neck by Piero di Cosimo, a 1480 masterpiece created about four years after her death.
Simonetta, painted by Botticelli and sung in the Stanze per la Giostra of Giuliano de’ Medici by Angelo Poliziano, will die very young, at 23 years old, on April 26, 1476. Giuliano de’ Medici will mourn her, as testified in a letter by her father-in-law; in fact, it seems that, after her death, Giuliano often went to Vespucci’s home, in despair, to ask her late husband to share some memories of Simonetta. The Vespucci family was involved in the deplorable Pazzi conspiracy (1478) and Piero was then imprisoned in the terrible Stinche jail. Later, he moved to Milan, but, by then, his luck had been overshadowed and his wealth evaporated. His son, Marco, faced the same grim fate, although, nonetheless, he married again a few years later and had many children. The family’s fame clearly wasn’t their doing, but that of a distant cousin, the explorer Amerigo Vespucci, who is said to have given his name to an entire continent.