Giovanni Spadolini era un fiorentino anomalo, come si definiva egli stesso. “Non sono un fiorentinista. Sono un fiorentino che ha amato in Firenze l’anelito europeo, lo spirito universale, contrapposto al municipalismo e al provincialismo. Ho sempre detestato ‘Firenzina’, il vernacolo, il dialetto. In Firenze amo il germe di quella certa idea dell’Italia che è nata dalla lingua, che mi riporta a Dante. E al primo articolo che Mazzini mandò all’Antologia e che la rivista purtroppo respinse, L’amor patrio di Dante”. Un fiorentino europeo, che nel corso della vita, da storico, da giornalista, da uomo politico di prestigio internazionale ha esaltato i valori universali di Firenze nell’arte e nella cultura. Non è un caso che cinquant’anni fa sia stato chiamato da Aldo Moro, allora capo del governo, a “fondare” il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, oggi della Cultura. Per far conoscere a fondo la figura e l’opera di Spadolini, la Fondazione che ne porta il nome ha intrapreso una serie di iniziative nel centenario della nascita. Soffermiamoci su quelle fiorentine, di cui tutti i nostri lettori possono liberamente fruire. Una mostra storico-documentaria è stata allestita nei locali della Biblioteca della Fondazione a Pian dei Giullari: L’Italia di Giovanni Spadolini, articolata in tre esposizioni. Dopo la prima, sugli anni dell’infanzia e della formazione (1925-1947), è in corso la seconda su “Lo storico e il giornalista. 1948-1972”, mentre, il prossimo autunno, l’ultima sarà dedicata all’uomo politico e delle istituzioni. Ha già preso avvio, con la figura di Piero Gobetti, l’autore del Risorgimento senza eroi, riferimento costante per Spadolini, il ciclo di conferenze dedicati ai suoi “Maestri”: lo scrittore Giovanni Papini, il filosofo Benedetto Croce, il giornalista Mario Missiroli, direttore de Il Messaggero e con lui l’altro grande direttore, il liberal-radicale Mario Pannunzio che indirizzò Spadolini nel 1949, sulle colonne del Mondo, alle ricerche storiche sulle opposizioni laiche e cattoliche allo Stato liberale ottocentesco, e al giornalismo militante non di pura cronaca ma di cultura politica. Gli incontri si tengono il primo giovedì del mese, nella Sala Convegni della Fondazione Biblioteche della Cassa di Risparmio di Firenze, in via Bufalini n. 6 alle ore 17. In occasione del 70° anniversario della Fondazione della benemerita Associazione “Italia Nostra”, venerdì 28 maggio nella Sala Pegaso della Regione Toscana avrà luogo il Seminario “Italia Nostra, Spadolini, una lunga battaglia per la cultura”. Il 21 giugno, data del compleanno, è previsto l’annullo filatelico del francobollo celebrativo di Spadolini; nel contempo sarà disponibile la moneta da cinque euro in argento a lui dedicata, emessa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. C’è una continuità nella diffusione del pensiero e dei valori incarnati da Spadolini e ciò avviene attraverso la Fondazione che egli stesso ha costituito nel 1980, fissandone gli obiettivi e alimentandola col lascito del proprio patrimonio; la “casa dei libri” e la Biblioteca di quella che chiamava, seguendo un sogno dell’infanzia, la “Repubblica di Pian dei Giullari”, ovvero “l’immaginaria Repubblica dei saggi, come diceva Voltaire, che si immedesima col sogno della Fondazione sempre perseguito”. Un sogno derivante dall’idea, tutta umanistica e Rinascimentale, che la storia si cambi con la volontà e con la cultura. Non mancheranno le pubblicazioni, a cominciare da una nuova edizione, illustrata, del Capanno di Pian dei Giullari; un volumetto ormai introvabile, fuori commercio, donato agli amici nel 1991, all’indomani della nomina a Senatore a vita da parte del Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga. Un ritorno con la memoria ai luoghi dell’infanzia, all’età favolosa, delle estati trascorse nella villa di campagna del nonno, sulla collina cara alle ombre di Guicciardini e Galileo: “Pian dei Giullari. Non è un comune, non è neanche una frazione. È qualcosa più di una strada. È una delle colline che guardano Firenze… rimasta pressappoco com’era nel ‘400 e nel ‘500. Con le stesse strade anguste e impraticabili… Un luogo caro agli stupori e agli incantesimi giovanili”. Pian dei Giullari, in origine una strada dei giullari, di coloro che recitavano fantasie popolari, improvvisando sul “canovaccio”, è un itinerario tortuoso che da Poggio Imperiale arriva alla chiesina di Santa Margherita a Montici confinante con la “casa dei libri” di Giovanni Spadolini che accoglie oggi il grande patrimonio lasciato a disposizione degli studiosi. L’intero programma delle iniziative è consultabile sul sito della Fondazione Spadolini Nuova Antologia: www.nuovaantologia.it

GIOVANNI SPADOLINI: A CENTURY SINCE HIS BIRTH
Let’s change history through will and culture

Giovanni Spadolini described himself as an unconventional Florentine. “I am not a ‘Florentinist.’ I am a Florentine who loved in Florence its European aspirations, its universal spirit, standing in contrast to localism and provincialism. I have always detested ‘little Florence,’ its vernacular, its dialect. What I love about Florence is its role in shaping a certain idea of Italy, born from language, which takes me back to Dante. And to the first article Mazzini submitted to the Antologia, which was unfortunately rejected: Dante’s Love of Country.” A Florentine with a European vision, Spadolini dedicated his life – as a historian, journalist, and internationally renowned statesman – to celebrating Florence’s universal values in art and culture. It is no coincidence that, fifty years ago, he was appointed by then-Prime Minister Aldo Moro to “establish” the Ministry of Cultural and Environmental Heritage, now known as the Ministry of Culture. To commemorate Spadolini’s life and work, the Foundation bearing his name has launched a series of initiatives for the centenary of his birth. Let us focus on those taking place in Florence, which are open to all readers. A historical-documentary exhibition is currently on display at the Foundation’s Library in Pian dei Giullari: The Italy of Giovanni Spadolini, structured into three parts. The first, covering his childhood and education (1925–1947), has concluded, while the second, The Historian and the Journalist, 1948–1972, is currently underway. The final segment, focusing on his political and institutional career, will open this autumn. A lecture series on Spadolini’s intellectual mentors has also begun, starting with Piero Gobetti, author of The Risorgimento Without Heroes, a constant reference for Spadolini. Other figures include the writer Giovanni Papini, the philosopher Benedetto Croce, and the journalist Mario Missiroli, director of Il Messaggero, along with another influential editor, the liberal-radical Mario Pannunzio. It was Pannunzio who, in 1949, encouraged Spadolini – through the pages of Il Mondo – to research the secular and Catholic opposition to the 19th-century liberal state, as well as to embrace journalism as a vehicle for political culture rather than mere reportage. The lectures take place on the first Thursday of each month at 5 PM in the Conference Room of the Fondazione Biblioteche della Cassa di Risparmio di Firenze, located at Via Bufalini 6. On Friday, 28 May, to mark the 70th anniversary of Italia Nostra Association – the esteemed organisation dedicated to heritage conservation – the Italia Nostra, Spadolini, and a Lifelong Battle for Culture seminar will be held in the Pegaso Hall of the Tuscany Region headquarters. On 21 June, Spadolini’s birthday, a commemorative stamp will be issued, alongside a silver five-euro coin dedicated to him by the Ministry of Economy and Finance. Spadolini’s legacy endures through the foundation he established in 1980, which continues to promote his ideas and values. He personally set its objectives and enriched it with his own private collection, creating what he called his “house of books” in Pian dei Giullari – a place he fondly referred to, in line with a childhood dream, as the “Republic of Pian dei Giullari.” Inspired by Voltaire’s notion of an “imaginary Republic of Sages,” this vision embodies the foundation’s enduring mission. It stems from the deeply humanist and Renaissance belief that history is shaped by will and culture. A series of publications will also be released, beginning with a newly illustrated edition of Il Capanno di Pian dei Giullari – a rare and out-of-print volume originally gifted to friends in 1991, shortly after Spadolini was appointed Senator for Life by President Francesco Cossiga. The book is a nostalgic tribute to the places of his childhood, recalling summers spent at his grandfather’s countryside villa on the same hill that once inspired Guicciardini and Galileo: “Pian dei Giullari. It is neither a town, nor a hamlet. It is something more than just a road. It is one of the hills overlooking Florence… still much as it was in the 15th and 16th centuries, with its narrow and winding lanes… A place steeped in youthful wonder and enchantment.” Originally a road for wandering minstrels, who performed popular tales improvised from simple scripts, Pian dei Giullari remains a winding path stretching from Poggio Imperiale to the small church of Santa Margherita a Montici. Here, beside Spadolini’s “house of books,” lies the vast intellectual legacy he left behind, now available to scholars and researchers. The full programme of events can be found on the website of the Fondazione Spadolini Nuova Antologia: www.nuovaantologia.it