Era il 1923 quando Salvatore Ferragamo aprì il primo negozio a Hollywood, di fronte al Grauman’s Egyptian Theater, ed era il 1937 quando “Vogue” USA pubblicò il primo sandalo a zeppa firmato Ferragamo. Definito “Shoemaker to the stars”, il calzolaio delle dive, seguì intuizione e sogni, mosso da una volontà e capacità di visione certamente non comuni grazie alla quale riuscì a diventare uno dei protagonisti della moda internazionale. Lo è ancora oggi. Visitando la mostra “Salvatore Ferragamo 1898-1960” nel museo fiorentino che porta il suo nome (museo.ferragamo.com), colpiscono la modernità del pensiero, l’abilità tecnica, la conoscenza anatomica del piede umano, le innovazioni apportate alla calzatura, i brevetti depositati, i peculiari cromatismi e il senso del colore, l’abilità artigianale delle lavorazioni, la ricerca dei materiali, la molteplicità delle fonti d’ispirazioni, tratte dall’arte e dalla cultura antica e contemporanea, la visione del marchio, la collaborazione con il pittore futurista Lucio Venna. E poi il rapporto instaurato con le dive, le star del cinema e le protagoniste del jet set internazionale, da Gloria Swanson a Marlene Dietrich, da Ingrid Bergman a Evita Perón, da Marilyn Monroe a Greta Garbo, da Sophia Loren a Audrey Hepburn. Tutto questo ma non solo. Emerge la storia di una coppia, Wanda e Salvatore Ferragamo, un sodalizio affettivo e professionale che ha saputo andare oltre la vita terrena, lasciando un’eredità di memorie e insegnamenti, per tutti. Il 7 agosto 2025 è il sessantacinquesimo anniversario della morte di Salvatore Ferragamo (Bonito, 1898 – Fiumetto, 1960) e la mostra ci consente di ordinare alcuni tasselli. Le calzature realizzate da Salvatore Ferragamo sono manufatti artistici di un grande artigiano e sono esposte non solo per il valore estetico ma anche in stretta connessione al contesto creativo e sociale in cui sono state ideate. L’uso di materiali inediti, fuori dagli schemi, e la predilezione dei colori primari, forti e decisi, con i quali rompe con la tradizione, conferiscono un aspetto “sperimentale” al suo lavoro, in perfetta sintonia con il clima che contraddistingueva la ricerca artistica del Novecento. Blu intenso, verde smeraldo, giallo, oro, argento, e il rosso, simbolo di vita, di energia, è il colore che ama di più. Il multicolor esplicita la volontà di stupire e anticipare i tempi.

Salvatore Ferragamo 1898-1960
The visionary shoemaker who turned footwear into art
Exhibition extended until 6 April 2026

It was 1923 when Salvatore Ferragamo opened his first shop in Hollywood, just opposite Grauman’s Egyptian Theater, and 1937 when Vogue USA published the first Ferragamo wedge sandal. Nicknamed the “Shoemaker to the stars,” Ferragamo followed intuition and dreams, driven by an extraordinary determination and clarity of vision that led him to become one of the great figures in international fashion – a status he still holds today. Visiting the exhibition Salvatore Ferragamo 1898-1960, held at the Florentine museum bearing his name (museo.ferragamo.com), one is struck by the modernity of his thinking, his technical prowess, his anatomical understanding of the human foot, and the many innovations he brought to footwear. His patented inventions, his masterful use of colour and materials, his artisanal craftsmanship, and the wealth of cultural and artistic influences – both ancient and modern – all speak to a creative mind ahead of its time. His collaboration with Futurist painter Lucio Venna and his visionary approach to branding further reveal the scope of his genius. The exhibition also highlights his unique relationships with Hollywood divas and international jet-set icons – from Gloria Swanson to Marlene Dietrich, Ingrid Bergman to Evita Perón, Marilyn Monroe to Greta Garbo, Sophia Loren to Audrey Hepburn. Yet beyond the glamour, a more intimate story unfolds: that of Wanda and Salvatore Ferragamo, a personal and professional partnership that endured beyond his lifetime, leaving a lasting legacy of memory and inspiration. On 7 August 2025, we mark the 65th anniversary of Ferragamo’s death (Bonito, 1898 – Fiumetto, 1960). This exhibition offers an opportunity to piece together aspects of his story. His shoes are not merely beautiful objects – they are works of art, closely tied to the cultural and social contexts in which they were conceived. His experimental use of unconventional materials and bold, primary colours – deep blue, emerald green, yellow, gold, silver, and above all red, his favourite, a symbol of life and energy – broke with tradition and placed him firmly in tune with the spirit of twentieth-century artistic exploration. His multicolour designs reveal a clear desire to astonish, to innovate, and to anticipate the future.