Ci sono tradizioni che resistono al tempo perché custodiscono qualcosa di universale. Il pranzo della domenica è una di queste. Non è soltanto un momento dedicato al cibo, ma un rituale fatto di conversazioni che si allungano, ricette tramandate, tavole condivise e tempo restituito alle relazioni. In un’epoca in cui tutto sembra accelerare, riscoprire il piacere della lentezza è forse il lusso più autentico. È da questa riflessione che nasce “Buona Domenica”, l’appuntamento gastronomico ideato dal Caffè dell’Oro, il bistrot contemporaneo di Portrait Firenze, su Lungarno degli Acciaiuoli, affacciato su uno degli scorci più iconici della città: Ponte Vecchio e il fluire dell’Arno. L’atmosfera è quella che distingue gli indirizzi di Lungarno Collection: raffinata ma non ostentata, elegante senza rigidità. Gli interni dialogano con la luce di Firenze, mentre all’esterno il panorama accompagna il ritmo lento della giornata.

Una cucina della memoria, riletta in chiave contemporanea

L’executive chef, Luca Armellino, interpreta la tradizione italiana con una spiccata sensibilità contemporanea, trasformando il pranzo domenicale in un’esperienza da vivere più che da consumare. Al centro del progetto c’è una cucina che parla il linguaggio della memoria: un menu che cambia ogni settimana, e che reinterpreta i grandi classici regionali italiani con una cifra stilistica essenziale, attenta alla materia prima e alla pulizia del gusto. Piatti che appartengono all’immaginario collettivo e che ritrovano nuova eleganza grazie a una materia prima accuratamente selezionata e a un’esecuzione essenziale, mai ridondante. La cucina di Armellino non cerca effetti speciali, ma emozioni riconoscibili., e quel “calore familiare” si sente e assapora in ogni piatto.

 

Tra le proposte, emergono piatti che raccontano questa visione attraverso suggestioni diverse: è il caso delle tapas Tostada di gamberi rossi guacamole e gel al limone, oppure Polpette di pesce con salsa diavola, Taiyaki toscano ripieno di carciofi con fegatini e polvere di ibiscus; tra gli antipasti la freschezza dell’Avocado con ravanelli, cetrioli, gel di melograno e chips all’olio, e della Tartare di manzo selezione “miguel vargara” con asparagi, crema di uovo e chips di radici, la delicatezza del Carpaccio di tonno rosso con salsa verjus e lattuga romantica. I primi piatti riservano molte sorprese, come il Tagliolino in nero del Pastificio Morelli con variazioni di seppia ed emulsione al peperoncino, o lo Spaghetto a km toscano e la sua scarpetta pomodori del Mugello, ricotta alle erbe, aglio e olio, realizzati con ingredienti proveniente esclusivamente dalla nostra regione; ottima la Fregola con salsa allo zafferano, carpaccio di capasanta, bottarga e salicornia, e l’eccellenza dei Ravioli del plin ripieni con ragù di “cintale”, mirtilli fermentati e chips di nervetti. Tra i secondi piatti, da provare il Branzino al vapore con verdure di stagione, maionese al wasabi, chips di alga nori e uova di salmone, oppure la Pancia di maialino con crema di patate ratte, riduzione di mirto e melanzane, e il signature Hamburger Caffè dell’Oro con battuta di manzo al coltello, pancetta toscana, provola affumicata, cipolla e aji panca aioli, che reinterpreta un grande classico in chiave Caffè dell’Oro

Il finale è affidato alla creatività del pastry chef Cesare Murzilli, protagonista di una collaborazione che unisce idealmente Portrait Firenze e Portrait Milano, in un dialogo tra due città simbolo dello stile italiano. Le sue creazioni chiudono il percorso con leggerezza e precisione, tra interpretazioni contemporanee di grandi classici e accostamenti inaspettati che giocano tra memoria e innovazione: vi sorprenderanno la Panna cotta ai frutti estivi con acqua di pomodoro e basilico, il Tiramisù toscano con cantucci di prato e gel al vin santo e la sublime Tarte tatin con gelato alla crema.

Il valore del tempo condiviso

In un momento in cui il viaggio è sempre più orientato verso esperienze significative, il pranzo della domenica diventa un racconto del vivere italiano: un gesto semplice che rivela una cultura dell’accoglienza fatta di attenzione, calore e piacere della condivisione. L’iniziativa si rivolge naturalmente ai fiorentini, ma parla anche ai viaggiatori internazionali che desiderano andare oltre gli itinerari più conosciuti per entrare, anche solo per qualche ora, nella quotidianità più autentica del nostro Paese. Sedersi a tavola, condividere un piatto e lasciarsi accompagnare dal ritmo lento della domenica significa vivere Firenze da una prospettiva diversa, più intima e profonda. In fondo, il vero privilegio non è semplicemente pranzare con vista su Ponte Vecchio. È concedersi il tempo di farlo senza fretta, ritrovando il valore di una tradizione che continua a parlare al presente con sorprendente naturalezza.

English

At Caffè dell’Oro, lunch becomes a ritual of refined conviviality

The rediscovered Sunday becomes “Buona Domenica”

 

Some traditions endure through time because they preserve something universal. Sunday lunch is one of them. It is not merely a moment devoted to food, but a ritual made of lingering conversations, inherited recipes, shared tables, and time returned to human connection. In an era where everything seems to move faster, rediscovering the pleasure of slowness may be the most authentic form of luxury. It is from this reflection that “Buona Domenica” was born, the new gastronomic appointment created by Caffè dell’Oro, the contemporary bistrot of Portrait Firenze on Lungarno degli Acciaiuoli, overlooking one of the city’s most iconic views: Ponte Vecchio and the gentle flow of the Arno. The atmosphere is quintessentially Lungarno Collection: refined yet unpretentious, elegant without rigidity. Inside, interiors dialogue with Florence’s natural light, while outside the landscape sets the unhurried rhythm of the day.

A cuisine of memory, reinterpreted in a contemporary key

Executive Chef Luca Armellino approaches Italian tradition with a distinctly contemporary sensibility, transforming Sunday lunch into an experience to be lived rather than simply consumed.

At the heart of the project lies a cuisine that speaks the language of memory: a weekly changing menu reinterpreting the great regional classics of Italy through a clean, essential style, carefully focused on ingredients and purity of flavour. Dishes rooted in the collective imagination are given new elegance through meticulously sourced produce and restrained execution. Armellino’s cuisine does not seek theatrical effects, but recognisable emotions—and that familiar sense of warmth is present in every dish.

The menu unfolds through a series of evocative creations: tapas such as Red prawn tostada with guacamole and lemon gel, or fish meatballs with spicy sauce; a Tuscan-style taiyaki filled with artichokes, chicken livers and hibiscus powder; followed by starters such as Avocado with radishes, cucumber, pomegranate gel and olive oil chips, or Beef tartare from the “Miguel Vargara” selection with asparagus, egg cream and root vegetable chips, alongside Red tuna carpaccio with verjus sauce and “romantic” lettuce.

The first courses offer further surprises, including Black tagliolino by Pastificio Morelli with variations of cuttlefish and chilli emulsion, or the Tuscan “km zero” spaghetti served with its rich tomato “scarpetta” from the Mugello region, ricotta herbs, garlic and oil, made exclusively with regional ingredients. Also noteworthy is Fregola with saffron sauce, scallop carpaccio, bottarga and glasswort, and Plin ravioli filled with “cinta” pork ragù, fermented blueberries and crisp nerve tendons.

Among the main courses, highlights include Steamed sea bass with seasonal vegetables, wasabi mayonnaise, nori chips and salmon roe; Suckling pig belly with Ratte potato cream, myrtle reduction and aubergines; and the signature Caffè dell’Oro burger with hand-cut beef tartare, Tuscan pancetta, smoked provola, onion and aji panca aioli—an elegant reinterpretation of a modern classic.

The experience concludes with the creativity of pastry chef Cesare Murzilli, whose work bridges Portrait Firenze and Portrait Milano in a dialogue between two cities that embody Italian style. His desserts complete the journey with lightness and precision, balancing contemporary interpretations of classics with unexpected pairings that play between memory and innovation: a Summer fruit panna cotta with tomato water and basil, Tuscan tiramisù with Prato cantucci and Vin Santo gel, and an exquisite Tarte Tatin with vanilla ice cream.

The value of shared time

At a moment when travel increasingly gravitates towards meaningful experiences, Sunday lunch becomes a portrait of Italian living: a simple gesture that reveals a culture of hospitality defined by care, warmth and the joy of sharing.

The initiative naturally speaks to Florentines, but also to international travellers seeking to go beyond the most familiar itineraries and step, even briefly, into the authentic rhythm of everyday life in Italy. Sitting at the table, sharing a dish, and allowing oneself to be carried by the slow cadence of Sunday means experiencing Florence from a more intimate and profound perspective.

Ultimately, the true privilege is not simply dining with a view of Ponte Vecchio. It is the luxury of doing so without haste, rediscovering the value of a tradition that continues to speak to the present with remarkable naturalness.