Ironia Ribelle, a cura di Marco Scotini e Stefania Rispoli, con la direzione artistica di Sergio Risaliti, visitabile fino al 6 gennaio 2026 a Palazzo Medici Riccardi, riunisce oltre cento opere tra dipinti, disegni, sculture, arazzi, documenti e materiali d’archivio di un’artista anticonformista che ha saputo unire ricerca estetica e militanza politica. Clemen Parrocchetti (Milano 1923 – 2016) è un’artista ancora poco conosciuta, vicina al movimento femminista italiano, autrice di un linguaggio originale e provocatorio attraverso il quale ha indagato la complessità della sfera femminile, delle relazioni affettive, della sessualità, sfidando la visione dominante della cultura patriarcale. “Negli anni Sessanta e Settanta del Novecento – spiega Valentina Zucchi, responsabile scientifico del Museo di Palazzo Medici Riccardi – mentre le sue coetanee protestavano in piazza, Parrocchetti esprimeva la creatività insita nel quotidiano, trasformando materiali tessili e oggetti da merceria in opere d’arte potenti e provocanti, che continueranno a rinnovarsi e a imporsi anche nei decenni seguenti. Parrocchetti ci invita a superare le barriere dei pregiudizi sulla donna – musa, sposa, madre, custode, angelo – e delle questioni di genere che tuttora, pur in un mutato contesto, trovano i loro significati”. Intrecciando biografia, militanza e linguaggio visivo, la mostra ripercorre l’intero arco creativo dell’artista milanese che, al fianco di altre donne della sua generazione, ha agito ai margini del sistema culturale ufficiale, dominato da logiche maschili e modelli prestabiliti, sostenendo l’urgenza di un ripensamento profondo del ruolo femminile, tanto nell’arte quanto nella società. Ago, filo e tessuto divengono strumenti di ribellione, per gridare, allora come oggi, un desiderio di libertà ed emancipazione. Clemen Parrocchetti scriveva: “Non voglio più essere sfogliata, non voglio più che mi si strappino le ali. Le rivoglio tutte, vibranti di luci e suoni per volare”.

 

CLEMEN PARROCCHETTI
REBEL IRONY
At Palazzo Medici Riccardi until January 6, 2026

Curated by Marco Scotini and Stefania Rispoli, with artistic direction by Sergio Risaliti, Rebel Irony, on view at Palazzo Medici Riccardi until January 6, 2026, brings together over one hundred works including paintings, drawings, sculptures, tapestries, documents, and archival materials by an unconventional artist who united aesthetic research with political engagement. Clemen Parrocchetti (Milan, 1923–2016) remains a relatively mysterious figure, yet her work, closely tied to the Italian feminist movement, developed an original and provocative language through which she explored the complexity of femininity, emotional relationships, and sexuality, challenging the dominant perspective of patriarchal culture. “As her contemporaries were protesting in the streets during the 1960s and 1970s,” explains Valentina Zucchi, scientific director of the Museo di Palazzo Medici Riccardi, “Parrocchetti channelled her creativity into the everyday, transforming fabrics and haberdashery items into powerful, provocative works of art that continued to evolve and resonate in the decades that followed. Parrocchetti invites us to overcome stereotypes of women, such as those of muse, wife, mother, guardian, or angel, and to confront gender issues that, even today, in a changing context, still carry deep meaning.” Blending biography, activism, and visual language, the exhibition traces the entire creative journey of this Milanese artist who, alongside other women of her generation, worked on the margins of an art world dominated by male structures and established models, calling for a radical rethinking of the female role both in art and in society. Needle, thread, and fabric become tools of rebellion—used then, as now, to voice a desire for freedom and emancipation. Clemen Parrocchetti once wrote: “I no longer want to be stripped bare, I no longer want my wings torn away. I want them all back, alive with light and sound, so that I can fly.”

www.palazzomediciriccardi.it