La Madonna del Baldacchino di Raffaello nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti


A Palazzo Pitti, la Madonna del Baldacchino di Raffaello è protagonista nella Sala di Saturno della Galleria Palatina, dove si trova sin dall’anno della sua apertura al pubblico, nel 1828, ed è una delle opere identitarie del museo. Nello stesso ambiente sono conservati altri capolavori del genio urbinate: la Madonna della Seggiola, la Madonna del Granduca, la Visione di Ezechiele e i ritratti di Francesco Maria della Rovere, Fedra Inghirami e del Cardinale Bibbiena. Dal 7 maggio al 1 ottobre 2023 la tavola era stata “in trasferta” a Pescia, nella cappella Turini del Duomo, poi all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze per indagini tecniche ed analisi e da fine novembre 2024 è tornata nella sua casa fiorentina. Un motivo in più per tornare al museo! Giorgio Vasari ci racconta che la Madonna del Baldacchino era stata commissionata a Raffaello dalla famiglia Dei, titolare di una cappella nella chiesa fiorentina di Santo Spirito. Quando, nell’autunno del 1508, Papa Giulio II lo chiamò a Roma per la decorazione dei suoi appartamenti in Vaticano (oggi noti come Stanze di Raffaello), Raffaello lasciò la pala incompiuta. Venne acquistata da Baldassarre Turini, segretario di Leone X e amico di Raffaello del quale fu anche esecutore testamentario, che destinò l’opera alla cappella della sua famiglia, nella Cattedrale di Pescia, dove rimase fino al 1697, quando fu acquistata dal Gran Principe Ferdinando de’ Medici, figlio del granduca Cosimo III, con grande disappunto dei pesciatini, profondamente legati al culto della Vergine e al quadro di Raffaello. Per adattarla al contesto della collezione principesca e alla cornice lignea intagliata e dorata che ancora possiede, la Madonna del Baldacchino fu ampliata nella parte superiore dal pittore di corte Niccolò Cassana; si spiegano così il coronamento del baldacchino a forma di cono e la calotta a lacunari che ricalca quella del Pantheon a Roma.
Raphael’s Madonna del Baldacchino
In the Palatine Gallery of Palazzo Pitti
In the Saturn Room of the Palatine Gallery at Palazzo Pitti, Raphael’s Madonna del Baldacchino has been on display since the museum first opened to the public in 1828, and remains one of its most emblematic works. The same room houses other masterpieces by the brilliant artist from Urbino, alongside the Madonna della Seggiola, the Madonna del Granduca, the Vision of Ezekiel, and portraits of Francesco Maria della Rovere, Fedra Inghirami, and Cardinal Bibbiena. The painting’s recent history has been one of careful movement and scholarly attention. From May 7 to October 1, 2023, the altarpiece was temporarily displayed in the Turini Chapel of the Cathedral in Pescia. It was then transferred to the Opificio delle Pietre Dure in Florence for technical analyses, before returning to its Florentine home in late November 2024, a compelling reason to revisit the museum for any art lover. According to Giorgio Vasari, the Madonna del Baldacchino was originally commissioned by the Dei family for a chapel in the Church of Santo Spirito in Florence. In the autumn of 1508, Pope Julius II summoned Raphael to Rome to decorate the papal apartments (now known as the Raphael Rooms). The artist left the altarpiece unfinished, abandoning his initial commission. It was acquired by Baldassarre Turini, secretary to Pope Leo X and a close friend of Raphael, who also served as his testamentary executor. Turini placed the work in his family’s chapel in the Cathedral of Pescia, where it remained until 1697. That year, it was acquired by Grand Prince Ferdinando de’ Medici, son of Grand Duke Cosimo III, to the great dismay of the people of Pescia, who were deeply devoted to both the Virgin and to Raphael’s painting. To adapt it to the context of the princely collection and to the carved and gilded wooden frame it still possesses, the upper section of the Madonna del Baldacchino was modified by court painter Niccolò Cassana. This explains the cone-shaped baldachin crown and the coffered dome, inspired by that of the Pantheon in Rome.
Info: uffizi.it
