Dalla Toscana a Chongqing Matteo Cichero ospite d’onore alla Settimana del Cinema e della Tecnologia in Cina

C’è un po’ di Toscana nel cuore dell’Asia. Si chiama Matteo Cichero, è di Firenze, e in questi giorni si trova a Chongqing, metropoli cinese da oltre 30 milioni di abitanti, come ospite d’onore alla China – Chongqing Science and Technology Film Week e Yongchuan.
Un invito ufficiale arrivato direttamente dal governo cinese, all’interno del prestigioso Shanghai Cooperation Organization Film Festival, per rappresentare l’Italia nel confronto tra industrie creative e nuove tecnologie del cinema.

Cichero, produttore e operatore culturale, è in Cina anche come rappresentante della società Fair Play, che guida insieme a Fabrizio Guarducci, realtà attiva da anni nel campo cinematografico tra produzione, formazione e promozione.
La manifestazione – che ha riunito delegazioni provenienti da tutto il mondo eurasiatico – si svolge in una delle aree più dinamiche della Cina: il distretto di Chongquing, dove si trovano i Yongchuan Technology Studio, gli studios cinematografici più avanzati d’Asia per l’uso dei virtual set. Qui, i classici fondali verdi sono stati sostituiti da pareti LED interattive che permettono di girare scene immerse in ambienti virtuali, rivoluzionando la postproduzione.

«È un’occasione importante – racconta Cichero – anche per seminare relazioni, costruire rapporti e raccontare differenze culturali profonde, a chi vive in un sistema creativo così lontano dal nostro. La Cina ha una visione strutturata del futuro del cinema, e ci vede come interlocutori preziosi».
Nei giorni del festival, Cichero ha visitato i set, i teatri di posa e i siti culturali del territorio – come la celebre foresta di bambù utilizzata per film come La foresta dei pugnali volanti – e ha preso parte a numerosi incontri con rappresentanti del governo, delle industrie creative e dei centri di produzione locali.
Accanto a lui, solo due presenze italiane: Maria Pia Corbelli, Presidente del Festival Internazionale Terra di Siena, ed la produttrice Eleonora Granata-Jenkinson, professionista italiana che vive in America.
Una settimana intensa, tra esplorazione culturale e confronti istituzionali, in cui l’Italia – stavolta – ha avuto una voce unica. E ha parlato con accento fiorentino.
